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30 Indizi per riconoscere il fotografo principiante

La fotografa principiante colpisce ancora

Il post di oggi è più che altro umoristico e psicologico, siete avvisati!

Come si distingue un esperto di fotografia da un principante? Ma soprattutto, state cercando di fare il salto di qualità ma i risultati non arrivano e non riuscite a capire come mai? Bene, allora da oggi potete dare un occhio alla lista che mi sono preso la briga di stilare e che vi farà riconoscere il fotografo principiante dall’esperto!

Badate se fate più di una delle cose che elenco qui sotto allora vi dovete preoccupare seriamente! :)

  1. Lascia che siano gli altri a comporre la foto per lui dando retta a regole inutili come la regola dei terzi o la regola aurea
  2. Ritiene che avere tanti megapixel sia indice di buona qualità di una fotocamera
  3. Corre sempre dietro all’ultimo modello della reflex e non sa bene perchè, se interrogato in merito risponde che la nuova versione fa meglio i video
  4. Ritiene che il suo sistema sia il migliore (Canon, Nikon, Sony) e tutti gli altri siano delle schifezze
  5. Quando esce a fotografare porta con se la sua reflex e tutti gli obbiettivi che ha (anche con focali simili, non si sa mai) in un comodo zainetto
  6. Scatta in modalità manuale (M mode) perchè gli hanno detto che se non lo fa è un principiante, rendendo futili 60 anni di evoluzione della tecnica fotografica
  7. Sceglie la reflex con FPS più alto per poter scattare “più foto” e poi perde una parte consistente della sua vita a guardare scatti pressochè identici
  8. Scatta con il bracketing dell’esposizione e con il bracketing della messa a fuoco per paura di non azzeccarle al primo colpo
  9. Usa la messa a fuoco manuale perché è più precisa e sbaglia rigorosamente la messa a fuoco di qualsiasi cosa in movimento
  10. Crede che in fotografia conti la fortuna
  11. Va in giro a fotografare ovunque e comunque con il suo fido treppiedi
  12. Non sa cosa vuol dire F/3.5 – 5.6 anche se è scritto ovunque sui suoi obbiettivi
  13. Valuta una lente sulla esclusivamente in base all’estensione focale
  14. Crede che la focale fissa sia un limite
  15. Ha bisogno dello zoom
  16. Scatta solo in RAW e poi tiene tutte le foto su hard disk esterno USB
  17. Compra un flash completamente automatico e poi lo usa sempre e solo montato in camera
  18. Partecipa ai concorsi SPAM
  19. Pensa che un giorno diventerà famoso grazie a flickr
  20. Ritiene il bianco e nero uno spreco di spazio su SD
  21. Fa “cheese” quando scatta i ritratti
  22. Pratica l’arte dell’autoscatto allo specchio (con flash)
  23. Si vanta delle sue foto fatte con l’iPhone e ritoccate con instagram
  24. Scatta foto ai paesaggi con il flash
  25. Si rifiuta di fotografare qualsiasi soggetto in controluce
  26. Sottoespone rigorosamente tutte le sue foto per ottenere “la pulizia degli ISO bassi”
  27. Compra una macchina fotografica nuova e poi non la lascia sempre a casa per non rovinarla
  28. Applica vistosi watermark alle sue foto per paura dei furti, meglio se ripetuti più volte e magari in centro all’immagine
  29. Non sa leggere gli istogrammi
  30. Chiede di posare alla moldava amica di Schettino

Allora com’è andata? In quanti di questi punti vi siete riconosciuti? Non offendetevi… ammetto che personalmente sono cascato in queste situazioni ben più d’una volta senza rendermene conto, ma come si dice sempre, il primo passo per migliorare è quello di riconoscere i propri errori!

Ad ogni modo il salto di qualità non è fatto solo di errori da evitare, bensì è necessario adottare pratiche virtuose e cambiare il proprio modo di pensare perchè tanti, anzi

Troppi fotografi si dimenticano una verità fondamentale, e che cioè la fotografia è arte

E che  l’arte mal si adatta ad essere limitata e descritta da qualsiasi regola!

Fatemi sapere nei commenti se il post di oggi vi è piaciuto e keep on rocking.

Simone.

7 consigli per crescere su 500px nel 2012

rockfoto_crescere_500px

Pubblico anche qui sotto forma di post la risposta che ho dato a Matteo Zangrandi in tema di consigli 500px.

E’ una lista breve di 7 consigli per usare 500px (secondo me ad oggi la miglior community di fotografia sulla rete!) al meglio.

1) Share share share!

Avete notato che 500px è pieno di social buttons sulle foto? Beh, allora usateli tutti e bene, anche più volte, ma stando attenti a non spammare. Molto importante:chiedete a chi vi segue sui vari social ed è fan delle vostre foto di aiutarvi a condividerle… Farà miracoli!

2) Postate solo i vostri scatti migliori

…o perlomeno quelli che ritenete davvero speciali, perchè su 500px la qualità vince sulla quantità, infatti vedrete che non si vedono molte “foto delle vacanze” ma al contrario è pieno di lavori fotografici davvero spettacolari, per cui cercate di guardare bene cosa postano gli altri per rendervi conto del livello e impegnatevi per dare il meglio delle vostre capacità!

3) Guardate il lavoro degli altri e seguiteli

Perchè poi alcuni di loro seguiranno voi, e vedranno da subito le vostre foto sulla loro homepage quando entrano su 500px. Anche questo è un utile mezzo di diffusione, oltre al social sharing, che vi aiuterà sicuramente ad avere qualche visualizzazione in più delle foto, e non si tratta solo di visite qualunque, ma probabilmente di appassionati di fotografia che sapranno darvi consigli e aiutarvi a migliorare.

4) Cercate di decidere un tema e di seguirlo

Se a qualcuno piace il vostro stile ci sono buone probabilità che voglia approfondire e vedere altri scatti simili o dello stesso genere, per cui non deludetelo dandogli fotografie che si allontanano troppo dalle aspettative. In fondo dovreste immaginare il vostro profilo 500px come un portfolio e seguire un filone, qualsiasi esso sia. Ad esempio postando serie di ritratti, di still life o progetti di food photography… Certo l’ideale sarebbe lavorare sul proprio stile e renderlo visibile in scatti di ogni genere, ma non è semplice, quindi vi consiglio di cercare la coerenza prima di tutto nel genere degli scatti e quindi di cercare l’originalità nelle immagini!

5) Pensate a cosa volete comunicare e a come renderlo evidente

Perchè la fotografia oltre che un’arte è una forma di comunicazione visuale, e un messaggio chiaro e limpido farà molta più strada di un’immagine complessa da decodificare, quindi meglio fare in modo che i vostri scatti possano parlare senza che ci sia bisogno di spiegarli al di fuori della foto.

6) Commentate sulle foto degli altri

Non fatevi problemi a mettere like e favorites sulle foto che vi piacciono, insomma sforzatevi di partecipare alla vita della community di 500px, sono sicuro che vi farete tanti amici e se va male anche qualche nemico. Non dimenticatevi nemmeno di mettere dei dislike sulle foto che secondo voi non funzionano, il segreto della community è nella discussione, ma che sia sempre costruttiva, e non fine a se stessa!

7) Caricate pochi scatti per volta

Personalmente mi capita di caricarne al massimo 3 per volta, perchè è un periodo che cerco di dare sequenzialità alle foto e sto lavorando su una specie di trittici. Quello che conta veramente è che vi concentriate sulla promozione delle vostre immagini subito dopo averle caricate, in quanto 500px fa in modo che il contenuto vecchio non valga quanto quello nuovo, per tenere tutto sempre bello ed eccitante. Questa cosa diventa più facile tanto più piccoli sono i singoli upload, idealmente una foto alla volta, ma fatta bene e con costanza (una al giorno è meglio di 10 a botta!).

8 ) Infine, ricordatevi di condividere questi suggerimenti!

Ma non erano sette i suggerimenti? Giusto, però in questo caso ho pensato di aggiungere un ottavo punto e assolutamente GRATIS :D !!!

Certo, se ritenete valido quello che leggete vi chiedo di darmi una mano a passar parola e di aiutare anche gli altri a raggiungere questo blog, mi sembra un piccolo sforzo per cominciare bene questo 2012, o no?

In ogni caso se non lo fate vi cerco uno ad uno e vi buco le gomme, siete avvisati! ;)

Grazie a tutti per aver letto i miei 7 consigli e ci sentiamo presto! Sappiate che ho un sacco di sorprese per voi quest’anno ;)

S.

La compattina di Natale 2011

La compattina di natale 2011 by unknown photographer :(

Siccome mi hanno fatto la domanda più volte ho pensato, ecco, lo scrivo sul blog così posso pigramente indicare con il dito un url e immaginare che la domanda svanisca da sola.

Io ci provo, anche se non so poi se andrà davvero a finire così.

Ok, è Natale e siamo tutti più buoni e blah blah blah, e vogliamo fare un regalo a quella persona speciale, giusto?

La domanda di rito si pone più o meno in questi termini:

C’è una macchina fotografica compatta(1), carina(2), che faccia belle foto(3) e che non mi costi un braccio e una gamba (4) da poter regalare alla mia ragazza/escort/amante/migliore amica/spogliarellista preferita?

Certo che c’è !! Devi soltanto andare al centro commerciale e cercare sugli scaffali: lei sta la, vicino alla pace nel mondo, l’autosufficienza energetica e a tutte quelle altre cose che si chiedono e regalano a Natale!

Gia vi sento: A Natale siamo tutti più buoni tranne Te!

Quindi per la vostra gioia mi spoglio del mio consueto sarcasmo e cerco di darvi la mia risposta.

Ma prima preciso una cosa, io di compattine non ne posseggo, perchè non mi servono! Ho una fotocamera di dimensioni decenti che porto sempre con me e che ha una qualità strabiliante, con cui adoro scattare foto e di cui mi metterei a parlarvi per ore se non sembrasse un unico indecente suggerimento per gli acquisti.

Quando non dovessi avere questa piccola bestia con me, il peggio che mi possa capitare è di utilizzare il mio cellulare Android per scattare, so che le foto non saranno tecnicamente granchè, ma chissene, la mia visione, ve lo assicuro, è sempre quella!

La compattina ideale

Come dev’essere questa compattina ideale che tutti vorrebbero ricevere in regalo?

Intanto compatta, ovvero, abbastanza piccola da infilarsi ovunque. Con ovvio riferimento ad una borsetta o ad un borsello di vero budello (grazie Elio). Certo, la reflex non è compatta, ed è altrettanto ovvio che le ottiche più sono piccole e meno luce faranno passare… meno luce significa meno qualità per le foto, quindi…

Io suggerisco di non ricercare le dimensioni più ridotte possibili, perchè piccolo per piccolo ci si avvicina paurosamente alla qualità delle foto scattate dal cellulare, e allora svanisce del tutto il senso della ricerca, perchè il cellulare già ce l’avete in tasca, no?

Il mio suggerimento è: cerchiamo un buon compromesso tra dimensioni ridotte e qualità delle foto, senza scendere al di sotto della decenza, altrimenti non ha molto senso mettersi a cercare un doppione del cellulare!

Poi arriva il secondo punto della lista, la compattina deve essere tanto ma tanto carina <8 <8 <8 <8 <8 <8 <8 !!!

Non sarò ipocrita, per me ogni fotografo in fondo è un esteta, e quindi l’estetica di un prodotto conta. Però non facciamoci prendere troppo la mano dal giudizio estetico, non vale MAI la pena di prendere una fotocamera soltanto perchè ci piace esteticamente, si tratta di uno strumento e va valutato in quanto tale, per la sua capacità tecnica, la convenienza, la comodità d’uso ecc.

Detto questo, se comprate una compattina brutta per poi vergognarvi di usarla in pubblico non ha molto senso, giusto?

Vi svelo un “segreto”, le compatte in genere devono costare poco, sia per chi le produce sia per chi le compra, quindi sono di solito fatte in plasticotto economico, colorato in vario modo e probabilmente non troppo resistente alle cadute.

Il resto della compattina è invece una versione piccola di una “vera” fotocamera, quindi con la sua piccola lente in vetro, il piccolo (spesso microscopico) sensore e quel pochino di elettronica necessaria (DSP, memoria, I/O, ecc.).

Al contrario le reflex sono fatte perlomeno di high impact plastic (plastica resistente alle cadute, e fidatevi che la mia ne ha prese di botte, e non si è mai fatta nulla!), oppure metallo, leghe di magnesio, titanio, uranio impoverito con inserti in marzapane.

Su un prodotto da 1000 € i materiali del corpo macchina possono anche cubare un valore di 100 € perchè ci sono i margini operativi necessari.

Ma se una compatta non arriva a costare in tutto 100 € ? Come si fa ?

La regola del buon senso: tanto più l’azienda produttrice investe in materiali ed estetica (design compreso) e tanto meno potrà spendere per la parte “importante” della fotocamera, ovvero il sensore e le lenti (in generale la meccanica e l’ottica).

Tenetelo a mente quando comprate la compattina, bella si, ma con moderazione, perchè l’importante non è come viene la macchina in foto, ma come scatta!!

E già che ci siamo parliamo un attimo del punto che mi sento ripetere più assiduamente:

L’importante è che faccia belle foto…

Sigh.

Ve lo ricordo anche oggi, per sport, le foto non le fa la macchina fotografica ma il fotografo, e il bravo fotografo riesce a fare belle foto anche con un cesso di macchina fotografica, semplicemente perchè conosce lo strumento e sa come usarlo!

Ma questo punto tanto semplice non è sempre facile da capire e non è, in fondo, poi così immediato.

Mi piacerebbe fare una prova dando a un novellino una reflex full frame da 5000 € per vedere con che scatti se ne esce, per provarvi la bontà di questa (non solo) mia teoria, ma per il momento soprassediamo.

Perchè una macchina faccia belle foto servono all’incirca tre cose:

Un bravo fotografo, e di questo abbiamo già parlato, qui, qui e pure qui!

Una buona ottica, e cioè un sistema di lenti ben progettato e prodotto secondo un alto standard di precisione industriale, e qui le compatte di solito non hanno molto da dire. Le ottiche sono tutt’altro che precise e definite, ma sono quello che si riesce a comprare con questi soldi (< 100 €) e non sono neanchè così male al giorno d’oggi.

Un buon sensore.

Questo secondo me è il punto focale nella valutazione di una macchina fotografica digitale, il cuore del sistema è il sensore e la qualità dipende direttamente da un valore che nessun produttore al mondo di compattine evidenzia mai sulla scatola del prodotto, signori e signore stiamo parlando de…

Il sensore, questo sconosciuto

il sensore è questo piccolo rettangolino elettronico di fotorecettori che catturano i valori di luminosità della scena e la salvano in memoria, ci siete?

Trattandosi di una piccola superficie come possiamo valutarne scientificamente le qualità ?

Prima di tutto vengono le dimensioni fisiche, cioè altezza e larghezza (lo spessore non conta qui, amico supergiovane, e ri-grazie Elio).

Quindi viene il numero dei fotorecettori (o pixel) ovvero la risoluzione , che poi è il fantomatico numero di MEGAPIXEL, una delle parole che più odio nell’universo :D

Dovete però sapere che queste due grandezze, prese singolarmente non sono molto indicative, e che tra le due è sicuramente meglio conoscere la prima, piuttosto che la seconda!

Il mito dei Megapixel

Naturalmente tutti i produttori pensano che sia meglio confondere i potenziali clienti piuttosto che informarli, e quindi hanno deciso di sponsorizzare in maniera sproporzionata la seconda grandezza, e cioè il numero di megapixel.

i Megapixel non significano una minchia di niente.

O meglio: il numero di megapixel di una fotocamera o di una fotografia servono a una sola cosa, ovvero, ad aiutarci a capire quanto grande questa fotografia potrà essere stampata prima che si “vedano” i pixel (cioè la quadrettatura).

Megapixel e qualità delle foto non hanno assolutamente niente a che spartire.

La densità di pixel

Se ci interessa davvero capire una caratteristica del sensore fotografico, questa è senza dubbio la densità di pixel, ovvero, il rapporto tra la quantità di pixel del sensore e la sua superficie geometrica.

Non fate quella faccia, è una cosina semplice, e ora facciamo due conti.

Tenete a mente sempre questa utile immagine che adoro tanto da rubarla a wikipedia:

Un bel casino, nevvero?

Dunque, tenete presente che la maggioranza delle compatte entry level (mi piace dire entrata di livello :) ) usano sensori di dimensione 1/2.3″ …una schifezza!

Cosa significa tradotto in unità del Sistema Internazionale ? Rubo ancora a piene mani da questa pagina di Wikipedia

Larghezza: 6.16 mm

Altezza: 4.62 mm

Superficie: 28.50 in mm quadri

Crop factor: 5.62 x

Ma andiamo oltre e calcoliamo la densità, quanti pixel stanno in questa superficie di 28.5 mm quadri ?

Prendiamo per semplicità una fotocamera con sensore da 10 Megapixel, avremo tipicamente una risoluzione di:

3648 x 2736 pixel, per un totale di 9.980.928 pixel, ora dividiamo per 28.5 millimetri quadri e otteniamo:

350.208 pixel infilati in un singolo millimetro quadro!

La densità di pixel di solito si misura al centimetro quadro, quindi moltiplichiamo per 100:

35.020.800 pixel al centimetro quadro, dove solitamente una reflex attuale ha una densità di circa 4/5 MP per cm quadrato, il che ci porta ad enunciare il seguente teorema:

Più bassa è la densità di Pixel del sensore impiegato e migliori sono le caratteristiche di riproduzione del range dinamico risultanti

Capito adesso perchè le compatte fanno foto spesso scadenti ?

Per fortuna esistono le micro 4/3 …

And the winner is…

Come sempre un vero vincitore non c’è, e considerando il budget che avete a disposizione tenete presente che è davvero difficile ottenere qualcosa di decente sotto i 100 €.

Cento euro sono davvero pochi per una fotocamera, e se davvero volete fare un regalo speciale per una persona appassionata di fotografia che sta cercando un modo di iniziare ad esercitare questa sua passione dovete alzare il budget a qualcosa di meglio.

Vediamo qualche alternativa, non sono suggerimenti per gli acquisti ma solo mie elucubrazioni personali, io non prendo un cent da nessuno per suggerire fotocamere, quindi non rompetemi gli zebedei asserendo il contrario.

Cheap and dirty, la scandalosa fotocamera sotto i 100 €

C’è molta scelta e poca qualità in questo segmento, volete un consiglio? Andate sulla marche grosse che sono quelle che hanno più esperienza in questo campo, ad esempio con la Canon A800 che fa schifo come tutte le altre del segmento, ma vi costa scandalosamente poco (A800 a € 67.98 su Amazon) e possiede il vantaggio delle pile AA

In alternativa buttatevi su una Coolpix analoga, come la L23, scandalosa ma decente (L23 a € 77.34 su Amazon), difficile aspirare a meglio per questa cifra.

Vorrei ma posso, macchine fotografiche tra i 100 e i 150 €

Se ci pensate, non vi cambia la vita lo spendere 129,95 € invece di 99,95, anzi! Se volete fare un bel regalo quei 30 euro potrebbero fare la differenza tra il catorcio e la decenza.

Vediamo qualche proposta in questa fascia di prezzo, anche avvicinandoci al massimo budget di 150 €, purtroppo non è un segmento così ricco di proposte, ma proviamoci lo stesso.

Ad esempio, ho sentito parlare bene della Nikon Coolpix S6200, che è un buon compromesso e che vi farà spendere circa 130 € qui (recensione in inglese qui)

Certo, non male ma nemmeno sorprende troppo a livello di performance, per avere sorprese dovete allargare il cordino del vostro borsello un poco di più.

Mi sveno! Le fotocamere tra i 200 e i 300 €

Se avete altre finanze extra da investire in questo regalo allora possiamo avvicinarci a qualcosa di veramente carino, qualcosa che potreste addirittura scambiare per attrezzatura usabile anche dai fotografi seri.

In questa categoria secondo me la migliore scelta che possiate fare è il formato micro 4:3 di Olympus, e il vero deal si trova sul modello E-PL1, che ho trovato a 255 € comprensiva di obbiettivo 14-42 mm su questo sito.

Sappiate che tra le compatte che abbiamo visto sino ad ora e le micro 4:3 c’è un vero abisso in termini di qualità finale delle foto! Infatti qui stiamo parlando non solo di una macchina fotografica, ma di un vero e proprio sistema di lenti intercambiabili, ci sono tutte le possibilità che un vero appassionato di fotografia trovi in una fotocamera di questo tipo gli stimoli per proseguire e approfondire la passione, il che secondo me è già un ottimo risultato!

Ovviamente aumenta il rischio di spendere soldi per qualcosa che rimarrà nel cassetto, ma questo rischio non si scongiura mai, in ogni caso sappiate che le PEN su eBay si vendono bene ;) .

Altre alternative ci sono, e se anche sono qualitativamente simili, sono sicuramente molto meno versatili, per esempio a 277 € potete portarvi a casa la buona Canon S95, ma non avrete un sistema a lenti intercambiabili, in compenso la qualità in condizioni di scarsa luminosità sembra anche meglio!

Se avete anche più di 300 € allora potete passare alla reflex, ma attenzione, se un appassionato armato di voglia di imparare apprezzerà sicuramente, il fotografo occasionale potrebbe storcere non poco il naso, e in fondo siamo fuori dai confini di questa guida.

Una cosa è certa, la fotografia è un hobby stramaledettamente costoso!

Vi è piaciuta la mia guida natalizia? vi ha fatto schifo? Non vi è servita a un cacchio? Fatevi vivi nei commenti, grazie.

Cordialità e….

BUON NATALE!

Simmessa.

Fanculo alla regola dei terzi

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Ora, il prossimo che arriva a decantarmi la bontà magica o mistica di questa cazzo di regoletta giuro che lo prendo a sberle. La regola dei terzi è una bufala, punto.

Tristemente, il primo che dovrei prendere a sberle per averci creduto, anche se senza troppa convinzione, sono io.

Ma partiamo con la definizione di questa benedetta regola, che tanto ha limitato le immaginazioni di fotografi e artisti grandi e piccini.

Ricorro a wikipedia come ogni poveraccio che si rispetti per darvi questa sublime definizione:

Dividendo l’immagine in terzi e ponendo il soggetto in uno dei punti di intersezione delle linee immaginarie ottenute, si ritiene che l’immagine risulti più dinamica (rispetto ad una composizione che pone il soggetto al suo centro), ma armonica al tempo stesso. 

E invece la regola dei terzi è un precetto totalmente inutile, in sintesi: una pura e semplice cazzata.

So cosa vi state chiedendo: “Ma Simmessa tu chi sei per venire qui e dirci che abbiamo tutti torto?”

Quindi ora vi spiego perché.

Storia della regola dei terzi e fondamento teorico

Prima domanda che mi sono posto, ma chi diavolo l’ha inventata questa regola dei terzi ?

La prima menzione storica della regola appartiene a John Thomas Smith, che ne parla nel suo “Remarks on Rural Scenery“, e precisamente in un passaggio di cui riporto la mia libera traduzione:

Due distinte, identiche luci, giammai dovrebbero apparire nella stessa immagine: L’una dovrebbe esser la principale, e la restante subordinata, sia per dimensione sia per grado: Diseguali parti e gradazioni conducono l’attenzione facilmente da parte a parte, mentre parti di eguale aspetto la mantengono bizzarramente sospesa, come se incapace di determinare quale di codeste parti è da considerarsi in qualità di subordinata. “E per dare la maggior forza e solidità al tuo lavoro, talune parti dell’immagine avrebbero d’essere tanto leggere, quanto l’altre scure il più possibile : Questi due estremi son allora d’esser armonizzati e riconciliati l’un con l’altro”.

Analoga a codesta “Regola dei terzi”, (se mi si concede di chiamarla così) ho presunto di pensare che, in collegare o rompere le varie linee di un’immagine, sarebbe similmente buona norma impiegare, in generale, un simil schema di proporzioni; per esempio, in un disegno di paesaggio, il determinare il cielo a circa due terzi; o altrimenti a circa un terzo, così che gli oggetti materiali possano occupare gli altri due: Ancora, due terzi di un elemento, (come l’acqua) contro un terzo di altro elemento (come la terra); e poi entrambi assieme a comporre un terzo dell’immagine, di cui i restanti due terzi dovrebbero essere per il cielo e le prospettive aeree. Questa regola si potrebbe similmente applicare nel rompere la lunghezza di un muro, o qualsiasi altra continuità troppo grande di una linea che debba essere necessario interrompere a mezzo di incrocio o nascondendola con un qualsivoglia oggetto: in breve, nell’applicare questa invenzione, in generale, o in qualsiasi altro caso, che si tratti di luce, ombra, forma o colore, ho scoperto la proporzione di due terzi ad uno, o di uno a due, molto migliore e molto meglio armonizzata, della precisa metà formale, dei due quattro quinti più estesi, e, in breve, di ogni qualsiasi altra proporzione. Sarei io stesso onorato dall’opinione di qualsiasi gentiluomo su questo punto, ma fino a chè non sarò meglio informato, concluderò questa proporzione generale di due e uno come la più pittoresca forma in tutti i casi di rottura o qualifica di linee diritte e masse e gruppi, quanto la linea di Hogarth è considerata come la più bella (o, in altre parole, pittoresca) forma di curva.

Ora, neppure il caro John Thomas Smith, incisore e antiquario dei miei stivali, era tanto sicuro di questa regola, e chiedeva addirittura il raffronto di altri galantuomini che lo sconfessassero… incredibile pensare che in 200 anni non si siano fatti molti progressi a riguardo!

La verità è che assieme a John molti altri, in mancanza di meglio, si sono concentrati su questo precetto prendendolo a guida di un certo modo di fare e vedere la composizione.

Perchè la regola dei terzi non funziona

Il caro John non si è dato certamente molta pena di provare la verità della regola che si è inventato, salvo dire che se nessuno avesse saputo trovar di meglio si sarebbe dovuto adeguare, il che a casa mia è davvero uno strano modo di teorizzare.

Ad ogni modo nel 1797 era troppo presto perchè qualcuno gli spiegasse quella che dopo qualche anno sarebbe stata definita la “regola aurea”, il mitologico golden ratio.

Mi chiedo che sarebbe successo se qualcuno avesso potuto dire a John quali erano le proporzioni ideali secondo questa seconda versione ma in fondo non importa, perchè ad una superstizione semplice ne avrebbero sostituita una seconda, solo leggermente più complessa!

Fatemi sciacquare un attimo la bocca da questo linguaggio aulico e mettetevi bene in testa quello che sto per dirvi, perchè queste regolette non funzionano.

L’unica cosa che potete ricercare applicando queste regole alle vostre foto sono infatti delle pesanti limitazioni artistiche, cioè catene alla vostra libera espressione!

La fotografia, per chi ancora non se ne fosse convinto, è una forma d’arte, e come tutte le forme d’arte poco si adatta alle regole, soprattutto a queste regolette da due soldi.

Ogni immagine, ogni composizione, dalla più semplice alla più complessa, deve essere valutata a se e senza pregiudizi di sorta.

Ci sono infatti immagini che si adattano benissimo ad una divisione dello spazio simmetrica, in due parti uguali, oppure scene in cui la centralità del soggetto è fondamentale alla buona riuscita della foto, ed è impensabile pensare di poterlo stabilire a priori con la regola dei terzi, guardatevi ad esempio questa galleria di flickr: Breaking the rule of thirds by ozlady.

Fatevi allora una domanda nuova: quante immagini stupende funzionano proprio perchè non seguono la regola dei terzi ?

Una marea! L’unica cosa che potete stare sicuri di raggiungere applicando pedissequamente le “regole” sono dei monotoni clichè fotografici, se vi va…

Non si tratta nemmeno di imparare le regole base per poi poterle rompere a piacimento, semplicemente alcune regole (come questa) andrebbero semplicemente dimenticate una volta per tutte.

A costo di diventare ripetitivo: applicare la regola dei terzi non vi garantisce un fico secco in più per la vostra fotografia, monotonia a parte.

Oltre le regolette

Se volete lavorare sulla vostra composizione fotografica vi consiglio semmai di considerare gli elementi base del linguaggio delle immagini, ovvero il punto e la riga.

Ogni buona immagine si presta ad una lettura precisa, guida cioè colui che la vede in un modo speciale. Lo sguardo segue un percorso che non è predeterminato, ma semplicemente il più naturale possibile per l’occhio di chi vede, il risultato è un’immagine chiara, che non confonde la vista (a meno che non sia un effetto voluto) ma che ci restituisce un preciso percorso visivo, di cui il punto, le linee e le forme elementari (triangolo, cerchio, quadrato, ecc) sono la base.

Fotografare bene è come scrivere un racconto, gli occhi seguono un’introduzione, uno svolgimento, un climax e una conclusione che vanno pensate e offerte con chiarezza. Ovviamente potrete sempre decidere di muovervi in direzione opposta e offrire immagini che possono essere interpretate seguendo percorsi diversi, l’importante è che la vostra sia una scelta consapevole, non il rispetto di una qualsiasi regola, PERCHE’ QUESTA E’ ARTE!

A volte me ne dimentico, tutto preso come sono dallo scatto, ma la fotografia è pur sempre un’arte visuale, e l’obbiettivo dell’arte è quello di suscitare in chi ne fa esperienza emozioni e sensazioni.

Se poi volete limitarvi, fate pure!

p.s.: Un ringraziamento sentito va al testo che sto leggendo in questi giorni, The Art of Photography – An Approach to Personal Expression, di Bruce Barnbaum, cui devo interamente l’ispirazione per questo articolo, se volete migliorare la vostra fotografia ve lo consiglio più che caldamente. Un ulteriore, accoratissimo ringraziamento a Roger_alcantara su flickr, cui devo la fantastica foto di apertura, altro che regola dei terzi!

Buttare la reflex e imparare a fotografare!

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Si, lo so, mi contraddico.

Spesso e volentieri, quando scopro qualcosa e ve lo vengo a raccontare, ma andiamo con ordine.

Sono io il primo a dire che le DSLR economiche che si trovano in giro oggi sono un’opportunità fantastica per iniziare a fotografare seriamente. Come sapete qui si parla di andare a scattar foto in giro per concerti e per questo tipo di impiego ritengo le DSLR lo strumento più adatto, per cui non voglio entrare in polemica con me stesso.

Però qui si parla anche di fotografia, in generale, come quell’arte stupenda che si fa con gli occhi, la luce e le lenti. Ho già detto che la vostra macchina fotografica poco ha a che fare con la qualità delle vostre foto, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti!

La luce è il primo, e più importante elemento della fotografia, assieme alla capacità di vedere, imparate a trattare questi due aspetti e le vostre foto miglioreranno infinitamente.

Comprate una super macchina fotografica e l’unica certezza che avrete sarà che vi portate appresso un oggetto più grosso, più pesante, più complicato da usare e che genera file sempre più enormi.

Mi spiegate cosa ha a che fare questo con buone foto?

Poco e niente, come pure servono a poco le abilità con Photoshop e con Lightroom se gli scatti di partenza non hanno abbastanza sostanza.

E allora? Come si fa a scattare foto migliori? Come si fa a produrre gli scatti giusti, quelli da tenere, e a smettere di riempire memory card di immagini senza senso ?

Ovviamente è difficile rispondere ad una domanda tanto aperta. ma farò un tentativo lo stesso, rigorosamente a modo mio.

Abituatevi per un attimo all’idea di prendere la vostra amata reflex, e di chiuderla a chiave nel cassetto più nascosto che avete in casa vostra, assieme a tutte le lenti, i flash, i filtri, le batterie, e il resto delle cose che abitualmente vi portate appresso quando c’è da fotografare qualcosa.

Ok, ora datevi una pacca sulla spalla, non siete ancora diventati fotografi migliori, ma siete sulla buona strada!

E’ importante che questo cassetto sia sperduto e fuori portata quanto basta per non incorrere troppo spesso nella tentazione di aprirlo e utilizzarne il contenuto, mi raccomando!

Bene, e adesso, che si fa? Impariamo a perfezionare come prima cosa quello che è più importante saper usare per fotografare: i nostri occhi!

Imparare a vedere è il primo passo che serve a portare la fotografia ad un livello superiore, per cui iniziamo.

Preciso subito che vedere è un processo mentale, e che non basta osservare tutti i dettagli attorno a voi per mostrare agli altri qualcosa di interessante.

L’interesse è la forza principale della fotografia, diciamo spesso che la differenza tra una buona foto e uno scatto qualsiasi è che la prima è un’immagine interessante, mentre il secondo appena visto lo si fa dimentica in poco tempo. Iniziamo allora da questo punto, come si fa a produrre immagini interessanti?

Immagini interessanti

Impariamo a vedere, prima di tutto, con i nostri occhi: cosa rende un’immagine interessante ai nostri occhi? Ovviamente tutta una serie di informazioni ed elementi che riteniamo interessanti sulla base dei nostri interessi e delle nostre passioni.

Vi è mai capitato di passare davanti ad un punto di particolare interesse turistico e di vedere centinaia (se non migliaia) di persone tutte impegnate a scattare la loro fotina da portare a casa una volta terminata la vacanza ? Beh, quella nella stragrande maggioranza dei casi non è nemmeno fotografia.

Fare la fila per fotografare la Gioconda al Louvre di Parigi potrebbe anche essere il vostro passatempo preferito, ma difficilmente risulterà in una foto bella e interessante.

Tutte le volte che vedete gli altri scattare una foto di tipo “turistico” prima di partire anche voi all’attacco fatevi qualche domanda:

1) Perchè fotografo questa scena, cosa rappresenta per me ?

2) Cosa mi interessa di questa scena ?

2) In che modo la mia foto sarà diversa dalle milionate di foto già scattate allo stesso soggetto ?

Se vi fate queste domande è probabile che vi passi del tutto la voglia di scattare, bene, iniziamo a ragionare!

Dovete prima di tutto seguire il vostro istinto, e la vostra visione per produrre belle foto. Non cercate di interessarvi a quello a cui si interessano gli altri, ma individuate i vostri interessi visuali e sforzatevi di renderli interessanti agli altri!

Guardatevi intorno attentamente, cosa coglie meglio la vostra attenzione? Cosa vi attrae, ma soprattutto, perchè?

Determinare un interesse visuale è importante, ed è la base per quanto segue, ma il passo immediatamente successivo è un’altro: stabilire cosa per voi rende quella scena interessante e in che modo mostrare agli altri in modo evidente questo interesse.

Una buona foto attrae lo sguardo e racconta una storia, è un momento da assaporare a lungo, e produce in chi guarda un piacere duraturo o, ancora meglio, un’emozione particolare.

Una buona foto, per farla breve, lascia il segno!

Se osservate una scena o un soggetto particolare, qualcosa che vi interessa e che vi stimola, cioè produce in voi un qualche cambiamento, seppur piccolo, avete davanti una potenziale foto di successo.

Comunicare con la fotografia

Una volta stabilito il vostro interesse per una scena, avete appena iniziato il percorso. A questo punto diventa importante trovare e capire il modo in cui trasformare la scena in una singola (o una serie) immagine e mantenere intatta la capacità dell’immagine di suscitare interesse.

In sostanza si tratta di comunicare qualcosa con quell’immagine, come minimo il concetto o l’idea che ha reso per voi interessante la scena originale.

Ma attenti, perchè non tutte le scene si prestano a questo tipo di trattamento.

Facciamo un esempio per chiarire il tutto: Un vostro amico vi precede camminando e all’improvviso, a causa di una buccia di banana, scivola per terra e cade con tanto di tonfo e risata generale,  voi  (ovviamente!) trovate la scena interessante, ma ormai vi siete persi il momento comico, ovvero lo scivolone. Supponiamo però che vogliate lo stesso trasmettere l’allegria del momento scattando una foto, ma come suscitare l’ilarità della caduta avendo come soggetto il vostro amico sdraiato sul pavimento con un’espressione tutt’altro che divertita?

Una foto di questo tipo non racconta molto e potrebbe essere forse interessante solo per chi conosce quella persona quanto voi e solo a seguito del vostro racconto dei fatti.

Abbiamo stabilito quindi che sarebbe ben difficile rendere l’idea originale e raccontare il momento con una foto di questo tipo, per cui proviamo per un attimo a cambiare approccio.

Se, ad esempio, raccoglieste da terra la buccia di banana responsabile della caduta e la metteste in mano al vostro amico, ancora seduto per terra, e provocaste in lui un sorriso (tanto più spontaneo, tanto meglio!) in qualche modo?

Sicuramente avreste la possibilità di scattare una foto ben più utile a raccontare la caduta di quanto non lo fosse la precedente, giusto?

Il cervello umano è in grado di dedurre logicamente alcune situazioni sulla base degli elementi visivi, che vengono raccolti e quindi elaborati. Documentare la realtà non sempre rende evidenti questi elementi e non aiuta la foto a raccontare la scena, qui entrate in gioco voi, che avete la possibilità di modificare il punto di vista da cui raccontare la scena e di favorire quindi una certa interpretazione.

Le foto in cui le interpretazioni possibili sono troppe spesso falliscono perchè non comunicano niente di preciso! Quindi è molto più importante produrre immagini “forti”, cioè capaci di comunicare qualcosa in modo evidente, che privilegiare l’ambiguita della descrizione, provare per credere.

Quello che la reflex non vi aiuta a fare

Una DSLR è solo uno strumento, e nello strumento è sempre implicito un modo d’uso inteso dal produttore dello strumento.

Questo modo d’impiego non è in realtà un vincolo, ma spesso può diventare un ostacolo alla libera espressione artistica, di cui la fotografia è un tipico esempio.

In questo senso, la reflex, o meglio, la tecnologia di una DSLR, può diventare il vostro peggior nemico!

Vorrei farvi subito una bella iniezione di minimalismo fotografico, per cominciare: Cosa vi serve davvero per fotografare?

Tipicamente giriamo tutti come minimo con questa serie di oggetti:

  • 1) Corpo macchina
  • 2) Una o più lenti fisse (spesso un 50mm e magari un wide 20mm o simile) veloci (F/2 o F/1.8)
  • 3) Una o più lenti zoom, per coprire quanti più range possibili, ad esempio un 17-55mm, un 27-80mm e un 70-200mm, tutti F/2.8 o minori (F/3.5 – F/5.6, ecc)
  • 4) Uno o più flash di tipo speedlight
  • 5) Uno o più filtri per lenti, tipicamente UVA, ND uniforme e/o ND graduato, infrarosso, più varie schede di memoria, batterie, accessori per la pulizia, che non si sa mai, ecc.
  • 6) Una borsa abbastanza capiente da contenere il tutto e, per quanto umanamente possibile, comoda da trasportare.

Ma riflettiamo un attimo, cosa ci serve davvero avere per fotografare?

  • 1) Corpo macchina
  • 2) Singola lente e una scheda di memoria capiente

Less is more! Ricordatevelo sempre.

Il vantaggio di un bagaglio così ridotto è sicuramente importante visto che il tutto si traduce in qualcosa di più semplice da trasportare, facile e soprattutto veloce da utilizzare!

Quanto tempo spendete mediamente a preparare la vostra attrezzatura per lo scatto? Magari modificando le impostazioni, l’esposizione, montando una lente diversa, un accessorio, cercando qualcosa nella borsa o sostituendo una scheda di memoria quasi piena con una fresca?

Tutte queste cose sono un’ostacolo tra voi e le buone foto che vorreste scattare!

Non abbiate paura di non poter affrontare tutte le situazioni fotografiche possibili e immaginabili, non è un requisito indispensabile, potreste trovarvi a perdere qualche scatto, d’accordo, ma almeno potreste concentrarvi davvero sugli scatti che sono alla vostra portata, e concentrarvi meglio sulla cosa più importante, la vostra visione.

Siete pronti? Perchè ora pensavo di rendervi le cose ancora più limitate, ad esempio sostituendo la vostra unica lente (avreste scelto una zoom 18-200 mm, vero?) con una a focale fissa.

Le lenti a focale fissa, infatti, posseggono un vantaggio implicito notevole che c’entra poco con la nitidezza delle immagini ma che significa moltissimo per la nitidezza della visione.

Se provate a scattare per qualche ora con una lente a focale fissa ve ne accorgerete ben presto: essendo la prospettiva fissa e l’inquadratura fissa è molto più facile vedere una foto prima ancora di aver accostato il mirino all’occhio, quindi, in pratica, i vostri occhi diventano direttamente la vostra macchina fotografica!

Alcune lenti rendono questo processo più semplice di altre, ad esempio personalmente ritengo la lente 35mm la più vicina al mio modo di vedere le cose, ma anche un 50mm serve bene allo stesso scopo e, con un po di allenamento potreste iniziare a “vedere” bene anche un 105mm oppure un ultrawide 18mm.

Se i vostri occhi e la vostra mente sapranno incorniciare l’immagine ancora prima dello scatto sarete molto più efficaci una volta presa in mano la macchina fotografica e potrete concentrarvi su quello che rimane, cioè il calcolo dell’esposizione e l’eventuale variazione di composizione derivante da un soggetto in movimento.

Tiriamo le somme

Ok, chiedo scusa per l’ennesimo articolo partito da un’idea semplice e quindi esteso all’infinito (ma spero non troppo oltre i limiti della vostra curiosità e pazienza ;) ).

Credete di essere pronti a mettervi alla prova chiudendo la reflex in un cassetto remoto di casa vostra per cimentarvi con qualcosa di relativamente semplice per portare la vostra fotografia a un livello superiore? Io spero vivamente di si, anche perchè personalmente sto sperimentando quello che vi scrivo in prima persona e con risultati che mi soddisfano, ad ogni modo a voi la scelta!

Vi basterà un po’ di volontà, la voglia di dare un calcio alla pigrizia e di sperimentare qualcosa di nuovo e diverso, una compattina o addirittura un cellulare con fotocamera decente (penso agli smartphone come l’iPhone o ai terminali Android recenti), ma soprattutto la voglia di “vedere” e “pensare” la vostra fotografia come forse non avete mai fatto prima d’ora.

Se volete parlarne, esporre i vostri pensieri sull’argomento o anche le vostre foto siete i benvenuti nei commenti, qui sotto!

Grazie e a presto!

S.

p.s.: nella foto il grandissimo genio della fotografia di Miroslav Tichy, un curioso individuo che si costruisce le sue macchine fotografiche usando scarti trovati nella spazzatura! Un curioso individuo, se volete approfondire fatelo qui

La Nikon V1 non fa schifo solo a me!

rockfoto_nikon_v1

Vi propongo oggi questo video carino di quei grandissimi geni di DigitalRevTV. Personalmente ritengo Kai un grande, soprattutto per non aver mai paura di dire quello che pensa (per giusto o sbagliato che sia). Anche in questo caso, quando si tratta di parlare del nuovo system 1 di Nikon, con il micro sensore CX la sua video recensione è impietosa, ve la raccomando!

Kai riconferma quello che pensavo del sistema in generale ovvero: “Nikon ha paura di autodistruggersi le vendite delle Reflex”. Sensore microscopico, estetica da giocattolo (Lady Gaga style) e totale assenza di lenti grandangolari, per non parlare poi di una massima apertura di F/2.8.

Certo i più curiosi possono montare le ottiche F-Mount dopo aver comprato un adattatore e ritrovarsi con una fotocamera incredibilmente insulsa…

Va meglio per gli appassionati di video e chi in generale ama scattare molte foto (60fps), ma l’utilità del super slow motion mode (1200fps) è completamente compromessa dalla scarsa risoluzione, 8 bit style… 320×120 !

Se volete una mirrorless decente vi consiglio di leggere questo articolo.

Ovviamente, non potendo dire solo: “Che schifo” a DigitalRevTV hanno pensato bene di alternare le opinioni di un fotografo entusiasta (Graham Uden) a quelle decisamente più disincantate di Kai (autodefinitosi “Professional shit photographer” per l’occasione) :D

Gustatevelo perchè merita!

Le fotografie che escono sempre mosse…

rockfoto_foto_sempre_mosse

Per cominciare una precisazione, scrivo questo post per rispondere ad alcune critiche che ho ricevuto.

So benissimo che le critiche fanno parte del gioco, sopratutto quando c’è l’intenzione di dire agli altri cosa devono fare, di insegnare e di trasmettere le proprie esperienze.

Scrivo con l’idea di aiutare chi vuole imparare a fotografare, ma non mi illudo! Non penso di essere un maestro in quello che faccio ne tantomeno un professionista, e lo metto bene in chiaro ovunque, fotografo per passione e non sono mai contento del risultato che ottengo, e questo mi spinge ogni sacrosanto giorno a studiare, a confrontarmi con gli altri e a imparare qualcosa.

Vi riassumo la mia etica personale con questa frase:

“una giornata conclusasi senza aver imparato qualcosa di nuovo è una giornata sprecata”

Anche se non tutti i giorni si può imparare qualcosa, questo è il mio obbiettivo sempre!

Sono rimasto un pochino sorpreso nel leggere dei commenti poco carini nei miei confronti su queste stesse pagine, dico sorpreso, ma non offeso!

Vi cito quello che ho letto per potervi spiegare meglio il perchè di questo post:

I fotografi dei genesis, pink floyd, led zeppelin etc. non sapevano cosa fosser l’iso 6400, l’autofocus, gli zoom, e le lenti stabilizzate, eppure tiravano fuori delle fotografie 1000 volte migliori delle tue

e ancora:

Il fatto è che qui si stanno dando dei consigli, completamente sbagliati. Non puoi ragionare ad esclusione, io l’analogico non lo conosco e non lo voglio trattare, analogico e digitale si completano a priori, anche se uno resta il migliore e lo resterà per molto tempo rispetto all’altro. Se tu avessi fatto le tue esperienze con l’uno e con l’altro, avresti, prima di tutto capito che le cose scritte qui sopra sono fini a se stesse. Insomma, critichi la leica perchè fa un lavoro di marketing, ma tu non fai altro che fare del marketing per canon e nikon, in quanto sono riusciti a farti credere che l’autofocus, gli zoom e il sistema IS siano indispensabili. Quello che mi fa rabbia è che ultimamente quando mi trovo a parlare con qualcuno quel qualcuno passa subito a parlare di cose : ah l’ultima canon è una bomba, la nikon fa schifo, il 70-200 2.8 IS è il miglior obbiettivo sul mercato, a discapito invece di parlare di fotografia vera e propria, di ricerca di uno stile, di scegliere l’attrezzatura in base a ciò che si vuole creare e non in base a ciò che detta il mercato e che fanno gli altri. Perchè devi scrivermi una pagina di cose che sembrano l’ultimo catalogo nikon, una pagina che te ne trovo mille uguali su internet. Tutto ciò mi fa incazzare, e poi finisco sul primo blog che becco e insulto la prima persona che scrive; e lo so che non è il massimo della vita.
Per quanto riguarda me, anche io, insieme al campo della moda amo tantissimo la fotografia di eventi, e anche io ho tanto da imparare, tanto da sperimentare, e proprio per questo motivo non apro un blog in cui do consigli, se mai dovessi aprirlo lo farei per parlare delle mie esperienze, le mie vittorie, e le mie sconfitte.
E per concludere, ho fatto un colloqio per poter lavorare per la repubblica come reporter di eventi e la prima ed unica domanda che mi viene fatta è quale attrezzatura ho, non hanno nemmeno voluto vedere un mio portfolio.

A cui ora vorrei rispondere ad Aulli Gu come meglio riesco.

Intanto ho cercato di recuperare un quadro di riferimento di quelli che sono i fotografi a cui Aulli poteva fare riferimento, credo che il più conosciuto dei fotografi rock delle decadi passate sia il leggendario Mick Rock, addirittura definito da molti con il titolo di “The Man Who Shot the Seventies”.

Beh le foto di Mick mi piacciono molto, le avevo già viste prima e ora non posso che cercare di approfondire questa conoscenza perchè non c’è dubbio siamo di fronte ad un grande artista! Poi ci sono i fotografi dei Pink Floyd ovvero Jill Furmanovsky,  Tony Collins e Colin Prime, che non conosco e su cui magari mi informerò un bel giorno.

Questi fotografi mi sono sembrati in gamba (per il poco che ho visto), scattavano con macchine a pellicola? Usavano rangefinder o reflex? Medio formato? Polaroid? Macchine a pinhole? Tiravano i negativi in camera oscura? Oppure facevano dei crop, o magari erano seguaci del 35mm e non osavano? Non lo so, onestamente non mi interessa granchè!

Avranno usato quello che avevano a disposizione, comprato con i soldi di cui disponevano e avranno cercato di ottenerne il miglior risultato possibile, questo non lo metto in dubbio.

Scattavano foto migliori delle mie? Beh, non mi sorprende! Decine di migliaia di persone al mondo (o anche di più) scattano foto migliori delle mie, guarda qui e te ne accorgerai subito… Ti ripeto, non ho pretese di generare chissà quali capolavori, quello che faccio mi piace, e questo mi basta, se piace anche agli altri posso cercare di dar loro delle dritte, tutto qui.

Riguardo alla fotografia analogica:

Per me la fotografia è diventata appetibile quando è entrata nel mondo digitale, sono un informatico nella vita, e aggiungo addirittura che per me il punto di arrivo di una fotografia non è nemmeno la stampa, come per molti altri, ma un’immagine digitale riprodotta sullo schermo…!

Detto questo devo assolutamente interessarmi alla fotografia su pellicola? Non credo proprio.

Non ne parlo non perchè non la consideri una gran cosa (tutt’altro), ma perchè semplicemente non posso parlarne, la mia esperienza molto limitata me lo impedisce, e per il momento mi va bene così. Non la escludo a priori, ma non ho i mezzi per approfondire oggi, e domani chissà…

La pellicola rimane una forma di fotografia migliore rispetto al digitale? Dipende da cosa ci vuoi fare…

Certo la maggior dinamica della pellicola rende possibili cose che con il digitale al momento non si possono fare, ma dai primi prototipi il digitale ne ha fatta di strada, e oggi ha anche aperto nuovi campi di lavoro in settori per cui la fotografia analogica non dava grandi possibilità, per esempio…

Scatta un motion panorama con una analogica, o magari guardando la scena direttamente in bianco e nero, e ancora, all’infrarosso, fai un HDR bracketing, ecc ecc ecc.

Non ti serve? Altro discorso… esisteva prima? No sir.

L’innovazione non è sempre bella, ma in una direzione si va sempre, altrimenti è come dire che ci si ferma…

Credo che la fotografia sia una forma d’arte, e come tale, prescinde dai mezzi tecnici con cui viene realizzata

Io di mezzi tecnici ne conosco alcuni, e mi limito a parlare di quelli, potrei sbagliare, lo so, ma sono qui ad ascoltare chi la pensa diversamente da me, non sono neanche lontanamente infallibile!

Invece l’arte è in perenne e costante movimento, ed è così maledettamente difficile da inquadrare… è così veloce e mutevole che non si può pensare di fissarla su pellicola o sul sensore, perchè è una di quelle foto che escono sempre mosse!

Riguardo alle reflex digitali, IS, VR, blah blah:

Chi ha detto che le macchine fotografiche debbano essere per forza delle reflex? Non di certo io… solo che le reflex sono al momento tra le più diffuse e rappresentano un buon compromesso, sono perfettamente utilizzabili per fare foto ai concerti, e facili da reperire.

Non credo che la stabilizzazione sia indispensabile, ma la trovo utile, e un avanzamento tecnologico degno di nota che si potrebbe tranquillamente applicare anche alla fotografia analogica, che male c’è? Nessuno ha detto che non se ne può fare a meno, semplicemente aiuta!

Certo che lo zoom non è indispensabile, figurati che io sto girando con un 23mm (35mm equivalente) e mi sta dando veramente molti stimoli, e di cui inizeirò presto a parlare su questo blog, solo che in concerto farei fatica ad utilizzarlo, anche perchè non mi fanno salire sul palco in mezzo alle band che fotografo!

Davvero credi che le cose che dico siano fini a se stesse? Quando scrivo che le ottiche luminose (da F/2.8 in su) sono decisamente un must per un genere che salvo rare eccezioni non permette l’uso di flash ti sembra davvero così inutile?

Ovviamente è la mia esperienza diretta, non è adatta a tutti ma io la racconto lo stesso, poi sta a chi legge capire se è una cosa che puo essergli utile; io credo che lo sia…

Faccio marketing gratis a Nikon e Canon dici? Beh, intanto ho omesso la dicitura della marca laddove non fosse strettamente necessario, e ad ogni modo non obbligo nessuno a comprare nulla, tanto comunque vada Canon, Nikon, Sony ecc sanno farselo benissimo da se il loro marketing, come pure le catene, i Mediaworld, Trony cazzi e mazzi.

Se fai attenzione non ho nemmeno scritto di quale marca ho la fotocamera, quindi fai un po’ tu… non credo che il mio marketing sia così efficace ;)

Non scriverei mai un sito per appassionati di Leica, perchè mi limiterei a pochissimi fotografi, quelli che si possono permettere macchine e ottiche così costose, tra l’altro io non sono uno di questi fortunati, per cui non ne vedo lo scopo.

Ah visto che siamo sul tema Leica…

Il concorso Leica 24×36 ha fatto imbestialire centinaia di persone, che hanno riempito la rete di pensieri contro questa iniziativa, io mi unisco a questi volentieri, perchè credo che Leica, che ovviamente fa marketing con il suo concorso, non sia abbastanza intelligente da fare un concorso decente con cui accattivarsi i fotografi, invece che tirarseli contro. Questo di Leica è un vero e proprio fallimento dal punto di vista della reazione suscitata in fotografi e blogger, e se il sentiment verso l’iniziativa sta colando a picco, vorrei che se ne rendessero conto.

Tanto loro scriveranno che è stato un successo interplanetario, ma confido comunque sul fatto che qualcuno prima o poi cerchi su google, e trovi le centinaia di post contro Leica e il suo concorso fatto coi piedi.

La fotografia è una forma d’arte e sicuramente parlare di tecnica fotografica non è il massimo, ma ahime è anche questo un aspetto da trattare. Sono d’accordo con te però, e per questo in futuro voglio parlare il più possibile di fotografia e il meno possibile di tecnica fotografica.

Mi ci vorrà un po’ di tempo, perchè la mia maturazione artistica è appena iniziata ed è un processo lento e faticoso, ma non appena avrò imparato qualcosa di bello e utile stai certo che ne parlerò in questa sede, quindi cerca solo di avere pazienza, ok? ;)

Scegliere l’attrezzatura in base a quello che si vuole creare, come dici tu, è ideale quanto difficile da realizzare, io cerco di indirizzare i “novellini” verso il sistema che può aiutarli meglio a raggiungere l’obbiettivo, ovviamente quando saranno abbastanza esperti da camminare con le loro gambe sceglieranno quello che meglio credono.

Non ti preoccupare per gli insulti, non mi sono offeso, magari su internet cerca di usare toni un po’ più carini, non si sa mai che incontri qualcuno più’ rancoroso di me :D

Per il resto, mi farebbe piacere vedere il lavoro di cui parli, sono sicuro che sarebbe interessante confrontarsi, e ti invito anche ad istituire un tuo blog, per stimolare la discussione e raccontare la tua esperienza, oggi come oggi è davvero facile tramite strumenti gratuiti come 500px oppure tumblr, per cui pensaci, io di sicuro sarei tra i tuoi lettori!

Tristissimo quello che racconti circa la tua esperienza di selezione con Repubblica, ma non mi sorprende, conosco un pochino la mentalità del settore e purtroppo nelle news oggi di fotografia buona (dal punto di vista artistico, ma non solo) ce n’è davvero poca!

Grazie per la pazienza di avermi letto e auguro a te e a tutti gli altri foto stupende!

S.

Il concorso Leica dove non si vince niente

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Mi fanno sempre piacere i concorsi fotografici, lo giuro. E’ bello pensare che si possa essere scelti, solo sulla base del proprio talento, della propria visione o capacità.

Allora quando ho saputo di questo concorso indetto da Leica ero contento. Che bello, ho pensato, qualcuno potrà farsi conoscere dal mondo, oppure vincere una fotocamera bella e prestigiosa, che meraviglia.

Sbagliavo, e di brutto, Leica ha intenzioni diverse, e hanno a che fare col marketing, non con la fotografia.

Il progetto nelle parole di Leica “mira a scoprire i nuovi talenti della fotografia italiana. Chi pensa di avere talento fotografico può accettare la sfida e mettersi in gioco, per mostrare le proprie immagini e farsi votare dal pubblico. “

Non c’è un tema, non c’è un’idea forte che vincoli alla presentazione di certe foto piuttosto che altre, ma questo non è sempre un fatto negativo, vero?

Ogni partecipante caricherà sul sito tre fotografie in formato Jpeg, al massimo di 2mb l’una: a colori, in bianco e nero, elaborate o meno, su qualsiasi soggetto e scattate con qualsiasi fotocamera, purché coerenti con le condizioni di upload.

Quindi non ci sono vincoli sulle foto che si possono inviare, uhm, non capisco bene su cosa si valuteranno le foto ma ok, è sempre un bellissimo concorso no?

Il fotografo dovrà comunicare a tutti i propri amici la pubblicazione attraverso Facebook e Twitter.

E questo cosa c’entra con la fotografia?

Vabbè, vogliono che spammiamo gli amici, che chiediamo il loro voto per le nostre foto, vogliono farsi pubblicità insomma…

Ok, magari prima di partecipare ci penso un attimo, ma comunque dai, forse val la pena se si vince qualcosa di bello!

I migliori 24 saranno ammessi alla seconda fase del contest, riceveranno una Leica X1 in comodato d’uso gratuito, e utilizzando esclusivamente questa fotocamera dovranno produrre nell’arco dei successivi tre mesi un progetto fotografico che al termine sarà composto da 36 fotografie sulla propria città. 

Ok, ricapitoliamo, cosa si vince? Una X1 in comodato d’uso ?!? cioè 24 X1 per un totale di 36.000 € circa? No aspetta, qui dice in comodato d’uso, quindi mica te la regalano eh… (peccato perchè quei 1500 € facevano comodo)

Quindi è un concorso con 24 vincitori ? mah…

I lavori verranno valutati, e i “migliori dei migliori” avranno l’opportunità di lavorare al fianco di fotografi professionisti e di esporre i propri lavori grazie a Leica.

Ma che cazz… cioè, come si fa a diventare “migliori dei migliori” ? Quanti saranno i selezionati? Su che base? Cosa diavolo si vince? Chi saranno i professionisti coinvolti?

Ma soprattutto: davvero il premio è dover fare foto per Leica GRATIS con la macchina a noleggio gratuito facendo da aiuto a un professionista?!?

Bel concorso!

Ma aspettate un momento, io non ci ho capito una mazza, chi passa a cosa come e perchè?

Leica ci aiuta con questa bella infografichina:

Quindi saremmo 2400 partecipanti con 3 foto ciascuno, per un totale di 7200 foto. Se ciascuna si becca in media almeno 5 like fanno 36000 like, come gli euro delle X1 che verranno noleggiate e poi trattenute da Leica! Ovviamente sono pessimista, le foto belle con lo spam dei fotografi si prenderanno molti più like e tutto questo traffico supposto finirà sul sito di Leica che promuove la X1.

A parte che come criterio dire “Qualità foto” non è proprio il massimo, anche perchè se cercate in giro c’è della vera e propria robaccia all’interno del concorso (come documentano i fantastici amici di http://leicafail.tumblr.com/). Se questa infografica non vi serve a capire il processo di selezione Leica ha pensato bene di creare un intero pdf dedicato alla spiegazione delle regole di selezione, per cui buona fortuna!

A Leica delle foto non può fregar di meno, a Leica interessa promuovere la X1

…e poi sperare che qualcuno se la compri, tanto costa solo 1500 € !!!

Nonostante tutto questo ho deciso di partecipare, non sono poi così malaccio se mi impegno e anche se lavorare gratis per Leica non fa parte dei miei obbiettivi della vita potrebbe essere un’occasione per “esporre i propri lavori grazie a Leica”.

Devo ammettere che le foto che ho prodotto sono state pesantemente influenzate dalla lettura del regolamento di questo concorso, e allora ho compilato un form con i miei dati personali, inserito una dichiarazione e caricato le 3 foto, che trovate alla fine di questo post.

Ma purtroppo, Leica non mi ha ammesso tra i partecipanti…

Che disdetta! E nemmeno due righe di cordoglio per comunicarmi questo indelicato fardello…sono affranto!

Questa qui sotto è la pagina come sarebbe stata se Leica avesse deciso di accettare la responsabilità di avermi tra i suoi partecipanti:

 

 

Purtroppo non è stato così, e io rimango sedotto dall’idea di lavorare gratis per Leica e abbandonato…che infamia!

Lasciando da parte per un attimo lo scherzo, tutto questo ragionamento lo faccio per mettervi tutti in guardia da concorsi che non servono a nulla, di cui reputo questo un ottimo esempio.

Come si riconosce un concorso poco serio?

  1. La quantità viene prima della qualità: Tanti partecipanti, tante foto, tanti like e zero criteri di selezione, ma almeno qualcuno che visiona le foto c’è, sarà per quello che non mi hanno ammesso?
  2. Regole e/o montepremi poco chiaro o discutibile: Qui le regole non sono state espresse molto bene ma grazie alla lettura del Pdf sopra sono riuscito a farmi un’idea di come funziona il processo di selezione, per cui posso dire che c’è di peggio in giro, ma rimane la perplessità sul premio che sarebbe del lavoro fatto gratuitamente per l’azienda promotrice e quella possibilità di essere esposti “grazie a Leica”, ma non si capisce quando, dove e come.
  3. La reazione dei fotografi: Se parlate con qualche altro appassionato di fotografia un buon concorso diventa spesso oggetto di passaparola e comunque una possibilità per farsi conoscere, al contrario verranno a dirvi se il neo-concorso fa una brutta impressione, e oggi con la rete qualsiasi impressione viene presa e amplificata a dismisura, qui se è nata una cosa come il sopracitato Leica fail una ragione ci sarà…

Aggiungo inoltre che dei 24 finalisti (in lizza per cosa non ho ancora capito) 4 saranno scelti esclusivamente sulla base del consenso popolare, ovvero i like di facebook ricevuti, 4 su 24 non sono poi molti, ma qui non stiamo parlando di fotografia quanto dell’abilità di ciascuno di farsi pubblicità da se, fosse un concorso per PR capirei…

Detto questo, cara Leica non te la prendere se ti sfottiamo un po’!

Hai un grande nome, un grandissimo bagaglio d’esperienza e una tradizione di eccellenza da mantenere, se fossi la Kodak di turno non penso che nessuno se la prenderebbe con te per aver organizzato questo concorso, ma essendo Leica tutti si aspettano grandi cose da te, e questa strategia di Pr-aggio e social media markettaggio non ti si addice molto.

Ok, vuoi essere popolare su internet e avere tanti bei clienti nuovi, non ci vedo nulla di male in questo, ma magari invece di indire concorsi improbabili cerca di convincerli dando loro un prodotto appetibile, onestamente acquistabile (abbassa i prezzi C***O!) e di qualità!

Così facendo sono sicuro che anche le nuove generazioni si innamoreranno di voi, pallino rosso permettendo.

Ah, adesso che mi viene in mente, voi sapete perchè mi hanno scartato le foto? Qualche idea? Commentate!

p.s.: Ah, se volete anche solo semplicemente scartare qualcuno da un concorso basterebbe una mail, un pensiero, qualcosa per spiegare le ragioni dell’esclusione, la mia mail è in mano vostra per cui sono tutto orecchi!

p.p.s.: Gradirei non mi citaste per aver usato materiali coperti dal vostro copyright come avete fatto con Leica Fail, anche perchè se ci fate caso non l’ho fatto, e comunque, tutti i marchi  citati sono dei rispettivi proprietari

Le mie foto per Leica 24×36

EVIL e mirrorless: una panoramica del mercato

rockfoto_mirrorless

Tempo fa mi sono messo in testa di capire qualcosa nel complesso panorama delle fotocamere non reflex (leggi per esempio qui) che stanno diventando popolari da qualche anno a questa parte.

Ho dato un’occhiata ai sistemi e alle proposte delle varie case e posso dire di essermi fatto un’idea di cosa propone il mercato, seguitemi e vi spiegherò meglio tutto quello che c’è da sapere su fotocamere EVIL e mirrorless.

Terminologia e glossario

EVIL = Electronic Viewfinder Interchangeable lens (mirino elettronico e lenti intercambiabili)

HVF = Hybrid Viewfinder (mirino ibrido ottico / elettronico)

OVF = Optical Viewfinder (mirino ottico)

mirrorless = mirror less = senza specchio (non reflex!)

L’idea di fondo

Siamo stati abituati a pensare alla fotografia professionale sempre in termini di Reflex, ma è vero? Direi di no, soprattutto guardando al mondo della pellicola, dove abbiamo tra le varie categorie:

  • fotocamere compatte
  • fotocamere rangefinder, a telemetro
  • reflex
  • macchine fotografiche a medio formato

Per cominciare, gran parte di compatte, rangefinder e reflex utilizzano la stessa pellicola (35mm)!

Cosa cambia? sicuramente il modo in cui si vede l’inquadratura: nelle compatte e nelle rangefinder il mirino è passante, ovvero non si vede direttamente quello che entrerà nella foto, ma la scena da un punto di vista vicino, quindi leggermente diverso. Nelle reflex invece il fantomatico specchio permette di vedere esattamente quello che fotografiamo, e l’impressione sulla pellicola avviene solamente al momento dello scatto.

Scusate l’escursus nel mondo della fotografia analogica, di cui non capisco un cacchio, ma mi serviva a darvi un’idea dello scenario che ci ha preceduto in fotografia e che adesso ci ritroviamo davanti.

Sulle digitali esiste quasi la stessa varietà di formati e di possibilità ma con alcune complicazioni in più.

La principale differenza consiste nella dimensione del sensore su cui andiamo a memorizzare l’immagine digitale, le prime compatte avevano un sensore delle dimensioni di una capocchia di spillo, e i risultati lasciavano parecchio a desiderare, le reflex più potenti hanno invece un sensore delle stesse dimensioni della pellicola vecchio stile, cioè full frame 35mm, mentre le reflex consumer utilizzano di solito il formato APS-C, che è circa 2/3 del full frame.

Passano gli anni e aumentano le risoluzioni delle fotocamere, aumentano anche le dimensioni dei sensori usati, il full frame rimane lo standard sulle reflex professionali, ma nascono nuovi formati come il micro 4/3 di Olympus/Panasonic e il System 1 di Nikon…

Soprattutto, la produzione in massa di sensori per fotocamere, cellulari, ecc rende sempre più economico il procedimento e si iniziano a vedere compatte con sensori “importanti” e addirittura fotocamere mini che hanno gli stessi sensori delle reflex consumer!

Benvenuti nel 2011, oggi abbiamo una gamma impressionante di macchine e di sistemi diversi, è un vero casino e chi ci capisce qualcosa è bravo.

L’idea di fondo è che per fare foto tecnicamente ineccepibili la reflex non è l’unica strada

ma esistono delle alternative che in certe condizioni sono altrettanto valide, se non addirittura meglio! E il mondo delle EVIL sembra ruotare intorno a questa considerazione, anche una piccola fotocamera può fare grandi foto, come nello spot del pennello cinghiale!

Perchè le dimensioni del sensore contano?

Il sensore è l’equivalente della pellicola in una fotocamera digitale, ok? Bene, maggiori sono le dimensioni del sensore e migliori sono le performance di cattura delle immagini:

  1. Migliora il rapporto segnale rumore, quindi la qualità degli scatti agli alti ISO (high ISO noise)
  2. Migliora la capacità di sfuocare tutto quello che non è in primo piano (out of focus blur)
  3. Migliora il range dinamico catturabile, quindi la gamma di sfumature luminose percepibile tra il chiaro e lo scuro (dynamic range)

La risoluzione non deve per forza aumentare con la dimensione del sensore ma molto spesso lo fa, quindi si tratta di un miglioramento indiretto.

Perchè EVIL ?

Fatta questa serie di considerazioni preliminari vediamo da vicino cosa ci offre il panorama delle EVIL / mirrorless e perchè è desiderabile.

Vantaggi delle EVIL / mirrorless:

  1. dimensioni e peso ridotti, la migliore fotocamera è quella che hai con te in quel momento
  2. disponibilità di lenti intercambiabili
  3. possibilità in generale di usare le stesse lenti delle reflex (tramite adattatore)
  4. funzionalità avanzate di editing in camera, comodità d’uso per il principiante
  5. danno meno nell’occhio, quindi permettono stili di fotografia che sono meno accessibili con le reflex (street photography)
Svantaggi delle EVIL / mirrorless:
  1. Sensori generalmente inferiori alle reflex top
  2. Ottiche native generalmente inferiori alle reflex top
  3. Materiali più economici e minor affidabilità
  4. Prezzi alti, vicini o superiori a quelli delle reflex entry level

Sarebbe bello andarsene in giro a far foto con una fotocamera che pesa un terzo, fa foto tecnicamente ineccepibili e non vi obbliga a portarvi in giro una borsa per la fotografia, vero?

Ecco perchè le EVIL e mirrorless vanno a ruba, si spiega anche il fatto che tutti i produttori (da poco anche Nikon, presto Canon…) stiano pesantemente investendo su questo segmento.

Rassegna dei formati EVIL / mirrorless

Tutti i produttori sono in campo ormai (Canon è l’ultima delle top, a quanto pare, presenterà i suoi prodotti questo mese di Ottobre 2011), ma avranno capito cosa vogliono i fotografi davvero?

Ogni produttore ha inventato il suo sistema, a parte alcune eccezioni di produttori che hanno preferito saltare sulla barca altrui per non affrontare le ingenti spese di ricerca e sviluppo necessarie a lanciare un nuovo sistema, vediamo meglio uno per uno:

  • Olympus / Panasonic micro 4/3
  • Sony NEX
  • Samsung NX
  • Pentax Q
  • Nikon 1

Olympus / Panasonic micro 4/3

Olympus è stato il primo produttore ad entrare in campo alle mirrorless con il suo modello E-P1, le caratteristiche principali erano il look vagamente retrò, la disponibilità di ottime ottiche olympus / zuiko digital e un sensore piuttosto piccolo, che non riesce a stupire agli alti ISO e come estensione del dynamic range. Olympus con la PEN E-P1 (ho detto pene?) ha commesso solo un errore imperdonabile: si è dimenticata il flash! E la cosa non è passata inosservata.

La gamma olympus da allora si è ampliata con modelli dotati di flash, modelli micro e dall’aspetto (noiosamente) moderno, rimane il problema di un sensore che limita le possibilità di espressione e aumentano invece le ottiche eccezionali per questo sistema, come il grandioso pancake Panasonic 20mm F1.7.

Tenete presente che con questo sistema il fattore di crop è 2.0x per cui un 50mm diventa un 100mm equivalente, piuttosto difficile andare wide quando serve.

Le Olympus non sono vere EVIL perchè sprovviste di mirino elettronico (EVF), a meno che non siate disposti a comprarvene uno, che si monta sull’attacco del flash.

Le Panasonic sono molto simili alle olympus e usano lo stesso sistema, ma con lenti proprie (compatibili) e un look molto più moderno e tecnologico. Alcuni modelli sono addirittura dotati di touch screen!

Le migliori caratteristiche delle Panasonic sono la facilità d’uso, la disponibilità di un flash integrato (sono stati più furbi di olympus al lancio, per esempio con la GF-2) e un prezzo leggermente più contenuto.

Alcune Panasonic sono inoltre dotate di EVF, con conseguente aumento di prezzo.

Sony NEX

Dovete sapere che la Sony è una delle principali produttrici di sensori per fotocamere digitali, moltissime reflex e macchine fotografiche utilizzano infatti sensori fabbricati da Sony su loro specifica (Nikon è una di queste).

Questo ha gradualmente spinto Sony ad entrare nel settore della fotografia producendo una propria linea di compatte (cybershot) e di reflex (Alpha).

Alla fine Sony ha introdotto anche una linea di mirrorless interessanti che prende il nome di sistema NEX.

Che cosa contraddistingue il sistema NEX ?

Prima di tutto le dimensioni del sensore, che nelle ultime fotocamere (NEX C3, NEX 5N) sono pari allo standard APS-C delle reflex di fascia bassa e media, inoltre abbiamo una dotazione di ottiche piuttosto stringata (4 o 5 in tutto le ottiche pensate per NEX) e la possibilità di montare ottiche per reflex Alpha con un adattatore speciale, che permette addirittura di beneficiare dell’autofocus.

Esistono in commercio anche adattatori cinesi, meccanici, che permettono di montare su NEX le ottiche Nikon F-Mount, ma anche se va detto che il parco lenti si estende del 2000% il funzionamento è con focus rigorosamente manuale.

Le NEX hanno dei vantaggi dovuti principalmente al loro grande sensore e ad un signal to noise ratio e un range dinamico simile a quello di molte reflex di livello base e intermedio. Il software, inoltre, permette un utilizzo molto creativo della fotocamera ed è particolarmente vicino alle esigenze del mondo consumer, ma senza segare le gambe all’amatore che può sempre accedere alle funzioni manuali quando vuole, tutto sommato è un buon equilibrio condito con una discreta facilità d’uso.

Altra caratteristica buona delle NEX è la disponibilità di un display lcd rotante (solo verticalmente) che in qualche modo avvicina l’uso a quello di una vecchia macchina a pozzetto.

Semmai il vero limite di questo sistema sta nella scarsità ottica delle lenti appositamente sviluppate per NEX, abbastanza morbide ai bordi e in generale poco convincenti.

Vero che si possono montare lenti Alpha o Nikon, ma su corpi macchina ridicolmente piccoli (le NEX sono tra le mirrorless più compatte in circolazione) montare lenti grandi 3 o 4 volte di più sembra davvero poco sensato, a meno che non siate alla ricerca del brivido di questa nuova esperienza. Anche qui abbiamo un crop-factor 1.5X (APS-C).

Le sony NEX non sono generalmente dotate di un vero EVF ad eccezione della NEX-7 che sta per uscire e ne possiede addirittura uno OLED, staremo a vedere.

Samsung NX

Anche Samsung ha studiato un suo sistema mirrorless, che si chiama NX, è molto simile per caratteristiche al NEX di Sony e ha lo stesso formato APS-C con crop factor 1.5X, ma qui le lenti convincono un po’ di più ed esiste la solita serie di adattatori che permettono l’uso di lenti degli altri sistemi.

Samsung è un’azienda che si occupa di fotografia da relativamente poco tempo per cui le loro macchine fotografiche sono abbastanza semplici concettualmente, è un sistema con un margine di crescita interessante e prezzi abbordabili, ma investire in un sistema di questo tipo a mio avviso è un po’ rischioso, per cui, provate prima di acquistare.

Samsung ha affiancato al modello mirrorless originale NX10, dotato di mirino elettronico, anche il nuovissimo NX100 che ne è sprovvisto, quindi non siamo più nemmeno in campo EVIL ma semplicemente mirrorless.

Da notare particolarmente: Il sistema NX ha introdotto una comodità d’uso supplementare con il bottone i-Function (NX100) posizionato direttamente sulla lente, e che permette di usare la ghiera rotante per una serie di funzioni che sono specifiche per quella lente! E’ un modo elegante di modificare alcuni settaggi e vedere subito un’anteprima delle modifiche nello schermo, una buona idea indubbiamente, ma senza EVF credo che una funzione del genere sia relativamente utile.

Pentax Q

La Pentax ha introdotto il suo sistema mirrorless dotato di un sensore talmente piccolo che i pochi che si sono avventurati all’acquisto non hanno avuto il coraggio di parlarne (1/2.3 pollici).

Scherzi a parte, è forse il sistema mirrorless meno appetibile, con il sensore più vicino al mondo delle compatte, una scarsa disponibilità di lenti (solo 5, siamo ai livelli di NEX), compratela se vi piace il rischio di buttare via tutto tra qualche anno. Il crop factor è uno scandaloso 3.9x, per cui…ciao ciao wide! inoltre niente EVF qui, per cui sciò, a casa.

Certo il sensore non è tutto, ma se la rivoluzione di Pentax si basa su questo aspetto forse avrebbe fatto meglio ad allearsi con altri (Samsung, per esempio?) e produrre un sistema più versatile, perchè credo che così avrà vita molto breve.

Nikon 1

Anche Nikon ha deciso di entrare in campo mirrorless con questo nuovo sistema 1, ma la strategia adottata non sembra guardare molto in avanti.

Il sensore CX del sistema 1, infatti, si situa a metà strada tra il mini-micro-infimo di Pentax Q e l’appena sufficiente micro 4/3.

Il risultato è una performance che non impressiona e un crop factor che sorprende in negativo, ben 2.7x !

Capirete bene che per andare ultra wide con il system 1 ci vuole minimo minimo un 6mm (6mm x 2.7 = 16.2mm)…

…purtroppo Nikon propone alcune lenti abbastanza noiose (anche se otticamente ineccepibili) tra cui la focale minima è del pancake di 10 mm, quindi il massimo del wide è un modestissimo 27mm… L’apertura massima è F2.8 su tutte le lenti per CX, per cui se già il sensore vi limita sugli sfuocati, le lenti vi daranno il colpo di grazia finale.

Purtroppo in Nikon sembrerebbe aver vinto il partito dei “non innovatori” che non vogliono rischiare di danneggiare le vendite dei modelli reflex, da cui emergono scelte specifiche sulle caratteristiche che vi ho raccontato.

Il vero vantaggio del System 1 è la velocità, perchè i due modelli annunciati sono in grado di scattare tranquillamente da 10 a 60 foto al secondo, girare filmati in slow motion (fino a 1200 FPS !!!), il tutto mentre preparano il caffè giocando a morra cinese.

Nikon ha addirittura inventato un modo di fotografare che scatta più foto alla pressione dello shutter e sceglie poi quella venuta meglio, ci chiediamo se riuscirà anche a inventare un modo per far ridere zia carmela, che quella la è sempre troppo seria.

Sarcasmo a parte a me sembra che il System 1 di Nikon sia adatto per lo più ai dilettanti e a tutti quelli che vogliono passare dalla compatta ad una compatta con lenti intercambiabili ma che hanno PAURA di una reflex vera.

Certo il modello più serio, ovvero il V1 è anche dotato di un promettente EVF, ma i prezzi sono molto alti per quello che offrono queste macchine e constato amaramente come gli appassionati di fotografia abbiano ben poche ragioni per gioire di questa scelta di mercato.

C’è chi è pronto a giurare che sarà un fallimento e verrà presto dimenticato, alla stregua del vecchio Pronea di Nikon, anche se al momento è prestino per dirlo.

Consideratelo solo se siete drogati di Nikon, c’è di meglio la fuori.

Concludendo

Penso che con questo articolo ormai vi siate fatti un’idea di cosa abbia da offrire il panorama EVIL e mirrorless. Macchine più compatte e comunque complete e potenti sembrano il futuro della fotografia, per dilettanti, hobbisti e forse anche qualche professionista stanco dei mal di schiena e in grado di adattarsi al passaggio di categoria.

Intendiamoci su un punto cruciale: queste macchine negli studi fotografici non hanno molto senso.

Ma fuori, sul campo sono un buon compromesso tra versatilità, portabilità e risultato.

Rispetto alle premesse di questo articolo, e anche a quanto ho scritto qui vi faccio notare che tra tutte le fotocamere analizzate ben poche sono effettivamente dotate di EVF, per cui parliamo spesso di mirrorless e solo in rari casi di vere EVIL cameras.

A questo punto manca solo Canon, che dovrebbe tirare fuori il suo coniglio dal cilindro magico entro la fine del mese di Ottobre, so che molti di voi ripongono tutte le loro speranze di trovare il prodotto ideale proprio li, ma attenzione, forse a casa avete già una reflex, e se provate a prendervi un buon 28 o 35 mm e vi ci sforzate di usarlo e tenerlo sempre con voi, non è che le differenze siano così evidenti, provare per credere.

Personalmente nessuno di questi sistemi mi soddisfa pienamente quindi la mia scelta è caduta altrove, in un territorio dove pochi sono andati e da cui pochissimi hanno fatto ritorno per raccontarci cos’hanno trovato, ma in fondo, questa è un’altra storia…

p.s. Tranquilli che prossimamente ve la racconto ;)

Voglia di EVIL, ma cos’è una fotocamera EVIL esattamente?

rockfoto_evil

E’ un po’ che inizio a considerare di aggiungere al mio arsenale una fotocamera EVIL, e so che non sono il solo a provare questo desiderio.

Ma cosa significa EVIL esattamente quando parliamo di fotocamere? Ci ho messo un po’ a capirlo, e non sentitevi idioti se non lo sapete, è una cosa relativamente nuova.

EVIL (malvagio in inglese) in questo caso, guarda un po’ che strano, è un acronimo:

Electronic

Viewfinder

Interchangeable

Lens

cioè stiamo parlando di fotocamere dotate di mirino elettronico (Electronic Viewfinder) e di un sistema di lenti intercambiabili (Interchangeable Lens). Molto le chiamano anche con il termine: Mirrorless, perchè a differenza delle reflex non hanno un sistema interno di specchi che consente di vedere esattamente la scena nel frame guardando nel mirino, ma tant’è.

La categoria è in realtà molto più ampia di quello che pare indicare l’acronimo, e si spiega solo considerando un paio di argomenti extra.

In principio, c’erano le compatte,  le compatte manuali, le superzoom e le reflex (e volutamente scarto altri 4 o 5 tipi di fotocamera o non finiamo più), e di solito per fare foto decenti ci voleva una reflex. Perchè? Elementare watson, una reflex aveva lenti professionali intercambiabili, una composizione più accurata grazie al sistema reflex e un sensore digitale di dimensioni notevoli, mentre tutte le altre categorie di fotocamere digitali erano per lo più dotate di un sensore microscopico, ottiche mediocri e generalmente fisse.

Oggi la situazione è cambiata, ci sono macchine compatte con sensori di dimensioni pari a quelli delle reflex (diciamo come APS-C) o poco meno, lenti intercambiabili e l’unica che manca loro veramente è lo specchio, ecco perchè le chiamano mirrorless.

Ma come scattano queste EVIL ? Direi che a dispetto del nome non sono per niente malvage…

 Ho intenzione di scriverne un po’ in futuro, entrare nel dettaglio circa le caratteristiche desiderabili di queste fotocamere, i pregi, i difetti e qualche consiglio per gli acquisti…per il momento accontentatevi della definizione!

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