La “vera” grande bellezza

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In questi giorni come sapete c’è stata la premiazione degli Oscar, per carità, nulla di diverso dal solito teatrino made in hollywood in cui il cinema americano celebra più che altro se stesso e genera quel vortice di interesse di cui il botteghino si autoalimenta. Solo che in questa edizione siamo riusciti di nuovo a fare il colpaccio, quasi 15 anni dopo il trionfo di “La vita è bella” di Benigni nel 1999 ci portiamo a casa di nuovo un premio oscar.

Ha vinto il premio nella categoria Best foreign film (come dire che noi stranieri ci dobbiamo accontentare di un posticino ad hoc) l’ultimo film di Paolo Sorrentino: “La grande bellezza”.

Ora, io il film me lo sono visto quest’estate e devo dire che di primo acchito sono rimasto un po’ stordito, anzi a dire il vero nei primi 45 minuti ho provato più che altro un senso di “schifo” e una forte voglia di andarmene altrove, fossi stato in poltrona probabilmente avrei spento, ora penso che per fortuna non è andata così.

Chiaramente non mi sento in grado di fare una vera e propria critica di questa pellicola di cui tutti hanno parlato e di cui si parlerà ancora fino a farci venire il vomito… non è affar mio! Semmai vi posso consigliare di vederlo, ma non mettetevi in testa strande idee, piace a poche persone e anche la critica mi è sembrata divisa sui meriti artistici di questo Sorrentino.

*UPDATE* Comunque a me è sembrato più che degno di Oscar… e se credete che i membri dell’Academy l’abbiano premiato senza capirlo… beh, non ne sono più così convinto! *UPDATE*

 

Ma due eurocent li voglio spendere, con il vostro permesso, su un aspetto che ho davvero apprezzato di questo film, quella che definisco la vera grande bellezza de “La grande bellezza” (e qui vi giuro che non lo scrivo più per tutto il resto dell’articolo).

La grande fotografia

Perché ha vinto l’oscar questo film di Sorrentino? Dov’è che noi siamo più bravi di Hollywood, o meglio, cosa sappiamo fare noi meglio di chiunque altro al mondo?

Raccontare l’italianità, naturalmente… mostrare ciò che di bello, anzi di splendido, c’è nelle nostre città, e in particolar modo nella nostra più grande città…la città eterna.

La grande bellezza ha un punto di visto che all’estero non possono neanche lontanamente sperare di raggiungere, Woody Allen ci ha provato con “To Rome with Love” e il risultato è semplicemente insulso, ne esce una città banale, siparietto di amori improbabili e luoghi comuni sull’Italia, meglio lasciar perdere.

Quello che Sorrentino racconta di Roma invece, esiste davvero, e ci colpisce, perché le stesse scene le abbiamo già viste su Dagospia, nella sezione Cafonal… incredibile ma vero, il film non è poi così distante dalla realtà!

Vi parlavo di schifo prima, credo che a questo punto abbiate capito a cosa mi riferivo, al contrario scenografia e fotografia sono quanto di più sublime si possa immaginare per una produzione nostrana.

Affiora agli occhi una Roma decadente, allo stesso tempo volgare e delicata, dolce e stupenda come solo la possono vedere gli occhi di un esteta come Paolo Sorrentino.

Gli scatti che ci regala questa “Roma che non muore mai” sono assolutamente imperdibili, ma ecco qualche esempio per i vostri occhi:

SET DEL FILM "LA GRANDE BELLEZZA" DI PAOLO SORRENTINO. NELLA FOTO TONI SERVILLO. FOTO DI GIANNI FIORITO

SET DEL FILM "LA GRANDE BELLEZZA" DI PAOLO SORRENTINO. NELLA FOTO TONI SERVILLO. FOTO DI GIANNI FIORITO

romeSET DEL FILM "LA GRANDE BELLEZZA" DI PAOLO SORRENTINO. NELLA FOTO TONI SERVILLO E GALATEA RANZI. FOTO DI GIANNI FIORITO SET DEL FILM "LA GRANDE BELLEZZA" DI PAOLO SORRENTINO. NELLA FOTO ROBERTO HERLTZKA E GIUSI MERLI. FOTO DI GIANNI FIORITO SET DEL FILM "LA GRANDE BELLEZZA" DI PAOLO SORRENTINO.FOTO DI GIANNI FIORITO

E pensate che queste non sono delle semplici still, ma il look & feel di tutto il film! Le immagini ci assalgono all’improvviso oppure ci accarezzano i sensi con inquadrature volutamente lente e quasi esasperanti, senza fretta, infatti, si riesce ad assaggiare il gusto del bello di Sorrentino.

Le scenografie sono pensate non tanto per farci capire dove sia ambientata la storia ma semplicemente perché sono cose belle, appaganti, e in questo senso estremamente fotografiche.

Con questo non voglio suggerire che la trama sia brutta o insulsa, può piacere o meno, ma anche prescindendo dalla storia che il film ci vorrebbe raccontare, vale la pena di guardarlo anche solo per impressionare tutta questa bellezza sulle nostre retine.

Ora che il film è stato premiato con gli Academy Awards mi è tornata la voglia di rivederelo, di gustare ancora una volta queste scene, perché di film così ne escono raramente, e se vi piace la fotografia non potete sottrarvi a tutta questa bellezza, è l’opera di un esteta, di un instancabile cercatore di bellezza, e questa ricerca in un modo o nell’altro ci accomuna tutti.

Come sempre se vi va di condividere il vostro pensiero nei commenti sarà mio grande piacere rispondervi e discutere come si fa tra simpatici malati di mente :D

Aloha!

Simmessa.

 

 

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