Rockfoto intervista Francesco Castaldo

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Caro lettore,

ti interessa la fotografia musicale in concerto e cerchi un sito che ne parli? Benvenuto su Rockfoto.it, praticamente l’unico sito italiano dedicato a questo argomento !!

Era un po’ che l’idea mi ribolliva nella testa e così mi sono messo d’impegno…

Ho contattato alcuni dei migliori fotografi rock del pianeta (italiani e non) e ho proposto loro “un’intervista che non possono rifiutare”…

La prima della seria, molto patriotticamente, è quella che ho fatto a Francesco Castaldo, secondo me il miglior fotografo rock d’Italia in questo momento.

Francesco, che trovate da sempre nei link a fondo pagina di questo sito, è un fotografo davvero tosto e ha risposto a tutte le domande (ma proprio tutte!) da vero professionista, per cui  lasciatemi dire che mi accontenterei di aver fotografato anche solo la metà degli artisti che ha immortalato lui, e che le sue foto sono assolutamente stellari!

Bando alle ciance non voglio annoiarvi con le mie menate e passo quindi subito all’intervista:

Ciao Francesco e benvenuto su Rockfoto.it!
Per favore prendi una sedia e accomodati mentre iniziamo la nostra intervista:

Qual’è il lo scatto (o sequenza) più Rock che hai realizzato nella tua carriera? Ti va di condividere qualche dettaglio su dove e come è stato realizzato?

È una domanda difficile perché in genere non giudico le mie fotografie in base a quanto sono “rock”, quindi devo passare in rassegna un po’ di concerti per poter rispondere… senza andare a pescare nomi scontati o eclatanti, una foto molto “rock” è quella che credo di aver realizzato ad Alteria, Stefania Bianchi, ex cantante dei NoSpeech / NoMoreSpeech, ora purtroppo sciolti.

Stefania Bianchi degli Alteria

Li avevo visti per caso un po’ di tempo prima e la loro interpretazione di alcune canzoni dei Led Zeppelin e Whitesnake mi aveva completamente stregato. Appena saputo che suonavano ad una festa della birra a pochi chilometri da dove ero io in quei giorni, ho subito deciso che sarei andato a sentirli. Forse su Youtube c’è ancora un video di Still Of The Night fatta da loro… comunque al concerto ho portato la macchina fotografica ma l’ho tenuta nella custodia per quasi tutto il tempo, mi andava di gustarmi la musica senza distrarmi sulla fotografia… ma non ho resistito e per un paio di pezzi l’ho tirata fuori.
Altre foto piuttosto “rock” le ho realizzate al pubblico, che a volte è più rockettaro di chi sta sul palco. Ricordo che al concerto dei Green Day, sempre al Forum di Assago il 10 novembre 2009, Billie Joe aveva chiamato sul palco un ragazzo del pubblico per cantare una canzone assieme a lui. Poco dopo, per l’uscita dal palco, Billie Joe gli ha fatto provare l’emozione dello “stage diving” facendolo tuffare sul pubblico. Io ero proprio lì di lato e ho fotografato tutta la sequenza del salto.

Billie Joe mentre incoraggia dei fan alla pratica dello stage diving!

Qual’è il progetto o il concerto/artista (inteso come soggetto) che ti ha dato maggiore soddisfazione come fotografo?

Anche per questa domanda non ho una risposta esatta. In campo musicale mi danno soddisfazione tutti i concerti o gli artisti che sul palco non sono completamente inespressivi e che riesco a fotografare come voglio: quegli artisti per cui il palco è illuminato in modo decente, non è nascosto dal fumo, per cui mi posso muovere nella zona riservata ai fotografi e scegliere l’inquadratura che preferisco, per cui posso scegliere il momento esatto in cui scattare. Il ché, ovviamente, non capita quando si passa il tempo a “maledire” il tecnico delle luci perché le punta ovunque tranne che sugli artisti, quando la zona fotografi è intasata e non ci si può muovere di un centimetro, quando si può fotografare solo per pochi secondi e non si può essere troppo “choosy” nella scelta delle inquadrature e delle pose sul palco.

Zacky Vengeance - Synyster Gates - Avenged Sevenfold

Dal punto di vista della popolarità invece la soddisfazione più grande me l’ha data una foto scattata a Gus G, chitarrista virtuoso che ha preso il posto di Zakk Wylde nella band di Ozzy Osbourne, acquistata da Seymour Duncan ed utilizzata sia per la pubblicità che per il packaging di una serie di pickup. Oltre che dal punto di vista economico, mi ha fatto piacere che una mia foto sia stata pubblicata su tutte le principali riviste musicali… in tutto il mondo.

Molti fotografi musicali hanno visto la loro dose di stranezze e momenti improbabili sul palco. Tu cosa ci racconti, hai qualche episodio in particolare che ti va di condividere con i nostri lettori?

Non ricordo nulla di eclatante capitato sul palco dei concerti a cui ho assistito… nulla che sia segreto. Mi capita spesso di gironzolare attorno a dozzine di casse finte, usate dai chitarristi solamente per scenografia quando magari il suono del palco è fatto da un Pod HD della Line 6 collegato direttamente al mixer; ero presente al Palasharp quando Slash è stato atterrato da un fan salito sul palco durante l’assolo di Sweet Child O’ Mine; ho visto la nonna italiana di Paolo Gregoletto, bassista dei Trivium, seduta a lato del palco del Gods Of Metal guardare il nipote americano in modalità headbanging… nulla di particolare o inedito. Per parafrasare un celebre modo di dire americano riferito a Las Vegas invece… What happens backstage stays backstage.

Axl Rose con i nuovi Guns'n'Roses

Secondo te quelli che fanno questo mestiere (i fotografi rock, insomma) come vengono trattati dal music business e dai musicisti in genere? C’è rispetto da artista ad artista oppure vengono visti come “manovalanza”?

Il rispetto è tendente allo zero: il fotografo ad un concerto è diventato un problema in più da gestire, possibilmente con il minor sforzo possibile. Non so bene come si sia arrivati a questa situazione, probabilmente i fotografi stessi hanno contribuito con una discreta dose di invadenza. Il fotografo di scena dovrebbe essere invisibile e non interferire nel rapporto che si crea tra artista sul palco e pubblico in sala. Quello che si nota sempre più spesso, invece, è un gruppo di fanatici con la macchina fotografica in mano che si arrampica esageratamente sul palco ed invade la scena, che piazza la macchina fotografica a 10 centimetri dal viso dell’artista dimenticandosi completamente del contesto in cui si trova: una performance che l’artista effettua per il pubblico che paga per vederla, non per il fotografo che la documenta. Allo stesso tempo, la grande sovrabbondanza di immagini create dai fan, spesso di buona qualità, disposti a regalarle al proprio idolo, diminuisce la necessità di un servizio fotografico realizzato da un professionista e quindi la considerazione verso tutta la categoria. Il nostro lavoro è sempre più penalizzato: pochi minuti a disposizione per scattare da posizioni sempre più scomode o distanti dal palco; disposizioni comunicate all’ultimo secondo, così si arriva pure impreparati alle condizioni di scatto.

Jonathan Davis dei Korn

Anche nella fase “post concerto” il rispetto da parte dell’artista per il fotografo è in forte diminuzione. Capita, purtroppo sempre più spesso, di ricevere richieste del tipo “Mi daresti la foto x che mi hai scattato? La uso sul sito, su Facebook, la stampo per fare i poster da firmare per i fan e la do a tutte le riviste che mi chiedono una foto per le interviste. Ah, ovviamente metto il tuo credit”. Dopo la risposta “Certo, la cessione dei diritti per questi utilizzi costa xyz”, la conversazione da parte dell’artista termina. Prosegue invece la sua ricerca di un’altra foto da utilizzare gratuitamente, ignorando il fatto che probabilmente se qualcuno chiamasse un artista per suonare in un palazzetto, al di fuori del contesto “beneficenza”, in cambio delle locandine pubblicitarie attaccate a qualche fermata del tram in giro per la città, anche lui / lei come minimo storcerebbe il naso. Fortunatamente non si comportano tutti in questo modo.

Quale credi sia la miglior cosa accaduta alla fotografia come forma d’arte?

La fotografia “artistica” è quella in cui l’autore, in qualche modo, inserisce una sua “impressione” personale rispetto al soggetto (persona, paesaggio, dettaglio etc.) ritratto. Non essendo assolutamente fan di foto mosse o sfocate, il digitale ha permesso una forte evoluzione. La possibilità di verificare immediatamente la qualità della foto realizzata e di rifarla se non soddisfa l’esigenza del fotografo, anziché magari accontentarsi a scegliere il meno peggio tra i provini sviluppati il giorno dopo una sessione, ha sicuramente portato enormi benefici. Tranne che per i concerti… purtroppo non si può fermare lo show per chiedere al cantante di rifare una certa espressione e chiedere al tecnico delle luci di cambiare una gelatina da rossa a gialla :)

Adoperi forme di manipolazione digitale per i tuoi scatti o sei un purista della pellicola? Ad ogni modo ti va di raccontarci quali sono le modifiche che fai più spesso sulle tue foto?

Per le fotografie professionali uso esclusivamente il digitale. Sono un “purista” del raw, non scatto mai direttamente in jpg, e per la selezione e conversione uso Lightroom. Per le foto dei concerti correggo esposizione, contrasto e qualche volta rimuovo qualche dettaglio che potrebbe mettere in imbarazzo il soggetto. Per i ritratti, dopo la conversione con Lightroom, uso Photoshop CS4.

Tomi Joutsen degli Amorphis

Con la pellicola ormai vado solo in vacanza, mi piace montare i rullini 35mm per le Lomo (X-Pro Sunset strip, Color Negative 400, Redscale) su una reflex in cui posso controllare agevolmente esposizione e messa a fuoco, al contrario delle Diana che son molto carine da vedere, ma impossibili da controllare… diciamo che non mi piace fotografare a caso e sperare di ottenere un qualche risultato.

A che età hai iniziato a fotografare concerti? Com’è successo, quand’è diventato il tuo lavoro principale (nel caso in cui lo sia)?

Ho iniziato a fotografare concerti quando mi sono trasferito a Milano, alla fine del 2000. Nella città da cui provengo, Rovigo, non c’erano concerti, tranne una rassegna dove ho assistito al mio primo, a 12 anni: il Delta Blues. Sono sempre stato appassionato di musica e quando mi sono trasferito a Milano ho scoperto un nuovo mondo: Rainbow, Rolling Stone, Transilvania, Alcatraz, Magazzini Generali… tutti locali in cui i grandi artisti internazionali facevano tappa con i loro tour. In quel periodo avevo sempre con me una compatta digitale e ovviamente la portavo anche ai concerti, tentando di fotografare dal pubblico i miei artisti preferiti. I risultati che ottenevo erano scarsissimi, quindi mi sono impuntato sul capire cosa dovevo fare per migliorare. Il primo passo è stato capire che non potevo sperare di fotografare il mio artista preferito da 20/30 metri di distanza con una compatta, quindi ho continuato a frequentare quei concerti solo da spettatore, cercando di fotografare artisti meno popolari, in locali molto più intimi e con attrezzatura più adeguata.

Rob Zombie mentre ammaestra uno scheletro con molte braccia...

 

Continuando a giudicare i miei scatti e cercando di capire cosa non mi piaceva e come correggerlo, pian piano sono migliorato. Nel 2005 poi ho iniziato a lavorare per un Editore che aveva una rivista con un inserto musicale ed un portale completamente dedicato alla musica. All’Editor ho proposto un servizio fotografico ad un concerto, ha chiesto l’autorizzazione, l’hanno approvata e da lì ho iniziato seriamente a fotografare i concerti. Per arrivare a fotografare gli artisti più popolari però ho impiegato 4 o 5 anni… ora mi sembra che il percorso sia molto più semplice e breve, e non necessariamente è un vantaggio.

Cosa pensi dei siti di condivisione delle foto online come flickr e 500px? Secondo te valgono la pena oppure sono solo uno spreco di tempo e fatica?

Uso molto flickr, trovo foto molto interessanti di altri fotografi che seguo e ci pubblico le mie. È necessario un po’ di tempo per tenerlo aggiornato, ma non credo sia uno spreco di tempo… o meglio, dipende da qual è l’obiettivo con cui lo si usa. Sono registrato su 500px, ma non lo sto usando: non ho ancora capito se e come mi può essere utile. Su Facebook ho una pagina in cui carico una foto di ogni concerto: https://www.facebook.com/francesco.castaldo.fotografo. Sono abbastanza sicuro che, nonostante Facebook in generale sia uno strumento di promozione molto utile, nel mio caso sia una perdita di tempo… musicisti e riviste non cercano fotografie su Facebook. Sono sempre tentato di chiuderla.

Conosci Instagram? Che ne pensi? Sei un utente attivo? Pensi che questa enfasi sugli smartphone (e sulle fotocamere di cui sono dotati) sia un bene per l’arte e la fotografia oppure no?

Instagram mi piace molto. Sono attivo, anche qui carico una foto dopo ogni concerto più qualcuna di personale: http://instagram.com/devu Ho fatto una pausa recentemente, dopo il polverone sollevato dal cambiamento delle condizioni di utilizzo. Una volta appurato che Instagram non prevede di vendere le foto a terzi, ho ripreso ad utilizzarlo.
Credo ci sia un po’ troppo accanimento contro Instagram da parte dei fotoamatori… è un social network fotografico o un servizio di micro blogging, come ne esistono decine di altri. Anche Flickr stesso ha uno strumento per post-produrre le proprie foto direttamente online. Il “filtro” applicato non fa bella una foto brutta, semplicemente ne modifica la chiave di lettura o perfeziona alcuni dettagli che lo strumento che scatta la foto non è in grado di offrire, come la post produzione nella fotografia professionale. Se sia un bene per l’arte non ne ho idea, sicuramente è una fonte di intrattenimento e creatività in più, sia per chi pubblica, sia per chi vede.

Ronert Smith dei The Cure

Qual’è l’attrezzatura che usi attualmente in concerto e qual’è la combinazione di corpo macchina e lente che usi di più nei tuoi progetti fotografici di musica live?

Per i concerti uso una Canon 5D Mark II, un FishEye Sigma 15mm f/2.8, il Canon 24 – 70mm f/2.8 USM, il Canon 70 – 200mm f/2.8 IS USM, il Canon 50mm f/1.4 e l’extender 2x serie II. Il 24-70 ed il 70 – 200 sono gli obiettivi principali che uso, il 50mm f/1.4 mi aiuta quando c’è particolarmente buio sul palco, il FishEye lo uso più che altro per divertimento. Quando ho bisogno di attrezzature particolari, le noleggio.

Dimmi come sarà la tua prossima macchina fotografica, può essere una vera fotocamera che si trova in negozio oppure una fantasia su quello che vorresti da una fotocamera che ancora non esiste, basta che ci dici come la vuoi e perché!

I punti di messa a fuoco, per quanti ce ne siano, sono comunque concentrati nell’area centrale del mirino. Mi piacerebbe che le macchine fotografiche fossero in grado di mettere a fuoco anche in aree più periferiche. Certo, si potrebbe mettere a fuoco col punto centrale e poi re-inquadrare il soggetto bloccando la messa a fuoco, ma se il soggetto è in movimento e modifica la distanza dall’obiettivo durante la “re-inquadratura”, si perde il fuoco.
Un altro strumento che mi sarebbe tanto utile è un modo più agevole per la scelta del punto di messa a fuoco. Attualmente utilizzo un minuscolo joystick che si usa col pollice sul retro della macchina al posto di ruotare la ghiera dei tempi di esposizione che, tenendo contemporaneamente premuto un apposito tasto, permette appunto di selezionare il punto di messa a fuoco passando però in sequenza lineare tutti quelli disponibili. Con il joystick la selezione è più veloce rispetto alla ghiera ma comunque non precisa. Mi piacerebbe avere un controllo migliore. Idealmente ci vorrebbe uno strumento che metta a fuoco dove punta la pupilla nel mirino, ma, oltre che di difficile realizzazione, ci sarebbe da risolvere il problema di cosa fare quando l’occhio guarda, sempre dentro al mirino, i valori dell’esposizione che sono posizionati nella parte bassa.

Infine, premettendo che non ho ancora provato le nuove Nikon D4, Nikon D800, Canon 1Dx, Canon 5D Mark III etc., mi piacerebbe una macchina che a ISO 25.000 realizzasse foto effettivamente utilizzabili. Ormai girano troppi “light designer” che si preoccupano di tutto fuorché illuminare il viso dei soggetti che ci sono sul palco.

Qual’è il tuo fotografo preferito di tutti i tempi?

Non ho un solo fotografo preferito, ne ho parecchi. In ambito musicale in questo periodo mi ispira molto Javier Bragado perché riesce a catturare sempre momenti molto intensi; Peter Hurley per i ritratti: dirige il suo soggetto fino a farlo apparire carismatico, anche se magari nella realtà non è così; Zack Arias per la fotografia più commerciale, riesce a realizzare foto estremamente interessanti anche con una singola luce, ed è piuttosto umile, caratteristica piuttosto ignorata da altri fotografi del suo livello; Marta Potoczek per i matrimoni: mi piace sia per come usa il grandangolo che per la pulizia delle sue foto, ma anche per la post produzione.

Tom Araya, frontman degli Slayer fotografato da Francesco Castaldo

So che hai fotografato artisti del calibro di Tiziano Ferro, i Metallica e Skunk Anansie ma ad ogni modo qual’è il concerto dei tuoi sogni (come fotografo)? C’è qualche artista / musicista / o personalità che vorresti aver fotografato o aver la possibilità di fotografare in futuro?

The Beatles, Led Zeppelin, Van Halen, The Police, Jimi Hendrix, The Doors, The Rolling Stones, Black Sabbath, i Genesis, i Pink Floyd, David Bowie, Ronnie James Dio (che ho fotografato due volte, ma entrambe con troppa poca luce per avere delle foto interessanti), i Ramones, i Clash, i Guns n’ Roses in formazione originale, i Queen con Freddy Mercury. E ancora Sting, Madonna, Bruce Springsteen, i Bon Jovi… artisti che ho già fotografato, ma sempre da distanze assurde. Da 5 metri sarebbe tutta un’altra cosa. Alice Cooper, Bob Dylan con qualche anno di meno… praticamente più che un’artista in particolare, mi sarebbe piaciuto realizzare quelle fotografie che oggi sono le icone con cui i miti vengono ricordati e che hanno contribuito a renderli i personaggi che sono oggi.
E mi sarei divertito tantissimo se fossi stato il fotografo di scena del film “Rock of Ages”, in cui il mio genere musicale preferito fa da padrone. Fotografare Tom Cruise che canta sul palco sarebbe stata una soddisfazione enorme.

Ok Francesco, Grazie mille per il tuo tempo e per le foto incredibili, ti auguro il meglio per il tuo lavoro e ti lascio questo piccolo spazio per il tuo saluto ai lettori di Rockfoto.it!

Grazie Simone e Rockfoto.it per lo spazio, vi aspetto tutti al prossimo concerto!

Se volete sapere di più sul lavoro e sull’arte di Francesco Castaldo o se lo volete ingaggiare vi consiglio di visitare il suo sito:

http://www.francesco-castaldo.it/

Come al solito aspetto ansiosamente di leggere i vostri commenti qui sotto!

Grazie e buona luce a tutti!

S.

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  • Marco Zanibelli

    Ho conosciuto le foto di Francesco dopo un concerto dei Pain of Salvation. Le ho viste pubblicate su Metalitalia.it e mi hanno subito colpito perchè non erano semplicemente professionali o definite o con belle inquadrature o emozionanti.. ma mi hanno fatto rivivere gli attimi più belli di quel concerto! Penso che uno scatto debba essere questo: un’istantanea di un momento e quindi un ricordo.

    Complimenti per l’intervista, anche se con temi diversi, da musicista mi ritrovo in molte parole, come il discorso sui diritti d’autore e i pensieri su ciò che è l’arte e sul rispetto tra “artisti”..

    Spero di arrivare un giorno a suonare su un palco importante e che quel momento sia immortalato da Francesco. In quel caso sarò più che felice di acquistare lo scatto che immortalerà l’emozione del momento!

    Buon lavoro a tutti!

    • simmessa

      Hai ragione Marco, Francesco è davvero in gamba, le sue foto raccontano i concerti in modo unico, sono convinto che prima o poi toccherà anche a te di essere davanti al suo obbiettivo! Grazie per essere passato!

      S.

    • davidsky74

      Metalitalia.com :p

  • Pingback: Intervista Pt. 3()

  • http://terapixelblog.it/ Anh Vu

    Foto superbe…

    • simmessa

      Grazie Anh Vu! Spero che anche l’intervista sia stata di tuo interesse.

      Buona giornata!

      S.

      • http://terapixelblog.it/ Anh Vu

        Si decisamente!
        In particolare il momento in cui è stata fatta lista del corredo di Francesco.. :P

        • simmessa

          Eheh, lo sapevo che avresti apprezzato ;)

          Ciao!

          S.

  • Francesco Magnani

    CiaoCiao, scopro casualmente ora il tuo sito e devo dire così di primo impatto che è davvero ben fatto ! Poi con calma me lo guardo per bene. 
    Per quanto riguarda il post, le foto sono bellissime, adoro la foto di concerti ! 
    Se hai voglia di dare un’occhiata anche io ho un mio sito ;-)
    A presto ! 

    • simmessa

      Grazie Francesco, apprezzo i tuoi complimenti, verrò a trovarti presto sul tuo sito.

      S.

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