Fotografi professionisti e fotocamere da due soldi, la sfida

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Se mi leggete spesso, a parte la dose di divertimento e cazzate che vi regalo (mi dovete almeno una birra a testa!), saprete certamente che sono un fan dei ragazzi di DigitalRev.com.

In particolare quel diavolaccio di Kai Wong, per me è quanto di più vicino ci possa essere ad un genio di internet, qualsiasi cosa sia.

Perché vi dico questo? Beh, intanto volevo essere sicuri che lo sapeste, e poi perché è Venerdì, e il Venerdì è sempre una giornata faceta.

Ah si, c’era una terza ragione, ora che mi rimembro, ovvero il fatto che Kai e DigitalRev ne hanno combinata un’altra delle loro.

Vi siete mai chiesti…

Sarà capitato anche a voi (parapà), di chiedervi quanto conta la fotocamera nelle foto che fate, e quanto invece conti il fotografo, con le sue idee, la sua sensibilità, la preparazione tecnica ma soprattutto il suo unico ed inimitabile (almeno ci piacerebbe) punto di vista.

Beh, con quello che sto per postarvi qui Kai ci da la sua personale (e divertentissima) risposta.

L’idea di base è molto semplice:

prendiamo un fotografo professionista di quelli bravi e quotati e mettiamogli in mano una fotocamera da 2 soldi, quindi sfidiamolo per vedere che foto è in grado di produrre in queste condizioni!

Ebbene carissimi rockfonzi miei, ho scoperto che esiste tutto un filone di questi video su DigitalRev chiamati Pro Photographer Cheap Camera Challenge in cui fior fior di professionisti vengono messi di fronte a fotocamere cesso per vedere cosa sono in grado di fare.

Le fotocamere da due soldi

Per rendere la sfida più difficile (e divertente) dovete sapere che la scelta della fotocamera è affidata totalmente al caso, e le fantastiche macchinette a disposizione sono qualcosa di sublimemente orrido:

  • Lego camera
  • iPhone 2G
  • Vivitar thing
  • Rollei crapline 102
  • Yashica EZ F-whatever

Insomma, trattasi di robaccia assolutamente inguardabile / inusabile.

Gli episodi

Siccome l’idea mi esalta terribilmente, e sempre nel contesto del filone “La macchina fotografica non conta un cazzo”, ho deciso di mettere qui i link a tutti gli episodi che sono riuscito a trovare, e credo che in futuro cercherò di aggiornare la lista perché ve lo dico subito, non ho intenzione di perdermene nemmeno uno!

Pro photographer cheap camera challenge #1: Carsten Schael

Pro photographer cheap camera challenge #2: Hermann Lee

Pro photographer cheap camera challenge #3: Eric Wong

Pro photographer cheap camera challenge #4: Marc Chung

Pro photographer cheap camera challenge #5: Graham Uden

Pro photographer cheap camera challenge #6: Jennifer Chau

Pro photographer cheap camera challenge #7: Sean Lee Davies

…e quindi ?

La conclusione di tutto questo ragionamento? Per un fotografo con le palle fare foto non è tanto questione di strumentazione, ma un bravo fotografo conosce la sua e soprattutto sa come sfruttarla al 100%. Una DSLR moderna naturalmente non è garanzia di buone foto, ma per il professionista è un grande aiuto!

Che ve ne pare? Ve li siete guardati? Parliamone nei commenti thx!

S.

 

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  • Riccardo Campaci

    Ho visto solo il primo episodio con Carsten Schael e per quel che mi riguarda i risultati sono abbastanza pessimi.

    Io comunque appartengo al filone opposto, cioè coloro che pensano che una buona strumentazione sia il 99.9% delle volte necessaria – anche se non sufficiente – soprattutto nell’era delle fotografia digitale dove ormai, a mio parere, la tecnologia contenuta nella fotocamera e l’abilità in post produzione sono diventati quasi più importanti dello scatto stesso.

    Il concetto di “momento decisivo” di HCB è ormai sepolto fra sensori CMOS e filtri di Photoshop.

    • simmessa

      Ciao Riccardo,

      Non dico che con una macchinetta da 2 soldi un bravo fotografo debba produrre grandi capolavori, ma che la qualità delle foto risultanti dipenda più che altro dagli occhi del fotografo e quindi solo in parte dalla strumentazione impiegata.

      Questa cosa secondo me è in parte provata dal fatto che dando ad un non-fotografo una macchina professionale ottieni generalmente schifezze (sempre sul tema, molto interessante e divertente: http://www.youtube.com/watch?v=s0JQfoMZbTM)

      Sono di parere diverso sulla post-produzione che ultimamente ricopre un ruolo davvero fondamentale nella qualità del risultato finale.

      Anzi su questo argomento avrei voglia di riflettere e scrivere qualcosa, fammici pensare un po’ ;)

      Ad ogni modo se dovessi definire le percentuali in cui i vari elementi influenzano il risultato finale direi:

      capacità del fotografo: 50%
      strumentazione usata: 20%
      post-processing: 30%

      Grazie ancora per il tuo pensiero e buona luce!

      S.

      • Riccardo Campaci


        Questa cosa secondo me è in parte provata dal fatto che dando ad un non-fotografo una macchina professionale ottieni generalmente schifezze

        Su questo sono d’accordo, infatti ho specificato che la strumentazione è per lo più necessaria ma non sufficiente, cioè un bravo fotografo ha comunque bisogno di una strumentazione adeguata per realizzare fotografie “professionali”.

        Ho sempre paragonato la fotografia al motociclismo: se sei bravo e hai una buona moto puoi vincere; ma se hai un catorcio, puoi essere anche il più grande mago del manubrio ma più di tanto non puoi fare.
        Ovvio che se non sei capace a guidare, anche avere la moto di Hiroshi Shiba non serve. ;)

    • simmessa

      Riccardo guarda il video #2 e nota cosa cazzo è riuscito a fare il tipo (Hermann Lee) con un misero iPhone 2G …qui è il fotografo che FA la differenza!

      Per tutti gli altri: a proposito di iPhone…

      http://rockfoto.it/2012/09/05/perche-fotografi-professionisti-usano-liphone/

      S.

      • Riccardo Campaci

        In questo caso è la modella che fa la differenza, non il fotografo :)
        Comunque, scherzi a parte, si è aiutato impropriamente con un deflettore (avrebbe dovuto usare il telefono e basta) e nel complesso a mio gusto li definirei risultati discreti.

        • simmessa

          A mio avviso la sfida non dice che non bisogna usare altri strumenti, quali luci, ecc, magari alcuni non sono utilizzabili per limitazioni tecniche (flash, trigger, ecc) ma gli altri che sono perfettamente usabili non vedo perché escluderli. Qui il confronto è tra la fotocamera come sistema professionale (corpo macchina + lenti ecc) e il la macchinetta da due soldi che essenzialmente propone una versione iper-semplificata della fotografia.

          Sempre a titolo di pareri personali io penso che abbia raggiunto risultati interessanti, anzi direi belli, seppur non tecnicamente ineccepibili.

          Quando si parte da una (sempre relativa) povertà di mezzi, credo che il limite sia un grandissimo stimolo alla creatività, e che il talento possa colmare (sicuramente solo in parte) un gap tecnico.

          Faccio un parallelo un po’ pindarico su una cosa che giudico collegata: la filosofia della Demoscene… non so se conosci, l’idea di fare cose incredibili in 4k di codice usando l’assembler e spingendo ai limiti massimi gli strumenti (semplici e limitati) a disposizione.

          Mi viene sempre in mente quello che alcuni grandi musicisti hanno fatto con un chip “semplice” come il SID montato dal C64 (64kb di memoria!!!) e le 3/4 voci disponibili… Ora che abbiamo la possibilità di fare auto-tuning o simulazione di un ampli valvolare anche su un iPhone le possibilità sono infinite eppure in pochissimi le usano.

          Scusami se sono sfociato in considerazioni più che altro filosofiche, ma questo mi ispirava l’argomento, naturalmente il dibattito è sempre aperto e mi fa molto piacere leggere le tue osservazioni in materia.

          Ciao e grazie!

          S.

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