Migliorare le foto col flash

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Quanti di voi aspiranti fotografi odiano il flash ? No, non mi riferisco alla tecnologia che era di Macromedia e quindi di Adobe e che risultava la più odiata da Steve Jobs. Qui parliamo degli speedlight, i lampeggiatori fotografici insomma. Mmm, vedo tante mani alzate, possibile che uno degli strumenti più utili della fotografia sia così malvoluto ? Non è che c’è qualche segreto dei flash che ci sta sfuggendo? State con me e oggi parleremo di cosa può fare per la vostra fotografia questo aggeggio del male, ovvero il flash.

Il Flash che non piace a nessuno

In moltissimi odiano il flash basandosi su alcuni preconcetti diffusi, e cioè che questo strumento (del male) sia un modo sicuro per ottenere foto slavate, sbiadite, dove il colore della pelle si trasforma in un bianco spettrale e gli occhi assumono la tipica forma a palla (spesso arrossata, passatemi il modo di dire) dei ritratti che vi fanno in prigione (trattasi per inciso dei mugshot).

Flash fail...

Ma è davvero così schifida la fotografia con il flash? Non proprio.

Come tutti gli strumenti anche il flash va usato con attenzione, anche perchè magari il suo uso non è proprio così automatico come vorrebbero farci credere i vari produttori.

(Si ringrazia flickr per la foto qui sopra che ho pescato a casaccio, sperando che non me ne voglia l’autore)

Quali sono allora i problemi che si riscontrano più frequentemente usando il flash e come fare per risolverli ? Ma soprattutto, come possiamo migliorare le foto col flash ?

Ecco una lista dei più grandi “errori” si possano commettere usando un flash:

1) Mantenere la posizione del flash in-camera: quando il nostro flash si trova nella (o sulla) fotocamera, abbiamo che la luce arriva al soggetto frontalmente, e l’effetto otteniamo (sigh) è quello di un totale appiattimento della prospettiva, che letteralmente schiaccia il soggetto su di un unico piano.

2) Sbagliare la potenza del flash: Il colorito spettrale della foto che avete visto sopra si ottiene quando il flash eroga troppa potenza e rovina irrimediabilmente i toni della foto che appare bruciata, cioè troppo bianca. Può essere causato in pratica da due fattori, cioè una potenza troppo elevata per la foto che andiamo a scattare oppure una distanza troppo corta dal soggetto (che poi è la stessa cosa, perchè l’intensità dell’illuminazione decresce con il quadrato della distanza) e solitamente dipende da un flash automatico di qualità scadente.

3) Mescolare luce naturale e flash a caso: Un altro errore che capita spesso di commettere è quello di ignorare la qualità della luce di una scena per cercare di resettarla mediante l’uso del flash, con il problema, non secondario, di mischiare luci che non c’entrano niente tra loro. Per capirci meglio dovete considerare che spesso le fotocamere si aspettano che il flash sia l’unica fonte di illuminazione della scena, che altrimenti sarebbe troppo scura per essere fotografata, e applicano quindi dei profili colore che servono a rendere “naturale” il colore del flash che, in realtà, è invece molto più bianco della normale luce del sole. Il bilanciamento del bianco viene alterato di conseguenza e il risultato è che la tonalità finale della foto è sbagliata. Senza considerare che in molte fotocamere i produttori non si preoccupano granchè di calibrare correttamente il bilanciamento del bianco usando il flash integrato, e il risultato fa schifo.

4) Usare il flash su un soggetto troppo lontano: Ogni flash ha un suo valore di potenza specifico, che indica sinteticamente a quale distanza massima si può trovare il soggetto per essere ancora illuminato dal flash. Tenete presente che la potenza luminosa diminuisce all’aumentare della distanza, e che fotografare un paesaggio notturno con il flash è un’idea ridicola. Nella migliore delle ipotesi (soggetti non troppo distanti) nella foto risultante sarà illuminato solo parte del soggetto (quella più vicina), mentre nel caso più disastroso (ad esempio siamo su una scogliera e fotografiamo il mare la sera) avremo una foto in cui illuminiamo solo quello che si trova vicino a noi (la scogliera), e rimane il buio totale su quello che doveva essere il nostro soggetto principale (il mare). Riusciamo così nell'(ardua) impresa di porre l’attenzione sull’elemento della fotografia che NON volevamo enfatizzare, con risultati comici.

Questi i principali errori, ma non sono gli unici, acciocché mi fermo qui con gli esempi perché credo di essermi spiegato:

Piuttosto che usare il flash così è meglio non usarlo del tutto.

Ma per ovviare a questi inconvenienti basta imparare, prima di usare il flash, qualcosa in più su come funziona la luce, ovvero…

Capire la luce fotografica

Basta pensare ad un qualsiasi studio fotografico professionale per capire che la luce è l’elemento principale di ogni foto. Una luce interessante può davvero fare la differenza in una foto, e quello che il flash ci consente di fare (se usato correttamente) è controllare tutti gli aspetti della luce nelle nostre immagini, e scusate se è poco!

Se ci pensate un attimo senza luce la fotografia NEANCHE ESISTE!

Quindi il nostro vero obbiettivo di fotografi diventa quello di:

  1. Sfruttare al meglio la luce naturale in tutte le sue forme e manifestazioni
  2. Controllare nel modo migliore possibile la luce artificiale

Con lo scopo finale di produrre esattamente le immagini che abbiamo in mente!

Un po’ diverso dal consueto: “Mi porto dietro la macchina fotografica e se mi viene voglia faccio qualche foto” non trovate?

Già, perchè se ve lo foste per caso dimenticati la fotografia è arte, e noi non siamo mica qui a raddrizzare banane col Q; vediamo allora di scoprire meglio come funziona la luce fotografica.

Posizione, direzione e qualità della luce

Per “capire” la luce fotografica bisogna considerarne i tre aspetti principali, ovvero:

  1. La posizione della sorgente luminosa
  2. La qualità della luce
  3. Il colore

Prima di tutto la posizione della sorgente, cioè, dove si trova il nostro flash al momento del lampo (in relazione al soggetto da fotografare) ? Come dicevo qualche riga sopra è meglio evitare di piazzare il flash in cima alla macchina fotografica, perchè questo piazzamento forzato (spesso da limitazioni tecniche) risulta in un appiattimento della luce e nella diminuzione del senso di  prospettiva. Certo esistono degli scenari in cui questo posizionamento funziona, ma è sempre necessario ragionare sulla posizione delle sorgenti luminose sulla base del risultato che vogliamo ottenere.

Detto questo ci sono molti modi di spostare il flash rispetto alla fotocamera e vale la pena sperimentare tutte le soluzioni possibili per padroneggiare la tecnica di illuminazione, ma di questo parleremo dopo.

Parliamo poi più in generale di qualità della luce quando vogliamo descriverne il carattere o meglio il comportamento fotografico.

Individuiamo la caratteristica direzionale della luce: perchè esistono luci molto direzionali (come un faro del porto, per esempio) e luci molto diffuse (la luce del sole durante una giornata nuvolosa), cioè prive di una direzione specifica.

Il risultato finale cambia moltissimo, perchè le prime (luci direzionali) illuminano una porzione piccola a piacere del soggetto, e producono un’ombra dal contorno deciso,mentre le seconde (luci diffuse) illuminano un’area più diffusa e producono un’ombra tenue e dal contorno “morbido”.

Infine il colore della luce, che può influire in modo sottile sul messaggio che vogliamo trasmettere, la stessa foto realizzata con una luce fredda (toni di bianco/azzurro) o con una calda (toni di giallo/ambra) può risultare molto diversa e una variazione nel bilanciamento del bianco può servire ad arricchire o completare quanto vogliamo esprimere con le nostre immagini.

Per capire quante e quali differenze possono esistere in termini di illuminazione pensate solo a come cambia la luce nell’arco di una singola giornata, dalla luce morbida e rosata dell’alba fino al giallo intenso e bruciante del mezzogiorno per concludere con un violetto spettrale al momento del crepuscolo. Oppure pensate a quali stravolgimenti si hanno quando una giornata piovosa si trasforma in una calda giornata di sole.

Esistono in realtà migliaia di libri che trattano in modo completo la luce in fotografia, e non ho l’arroganza di esaurire l’argomento in queste poche righe, vi basti sapere che la conoscenza della luce può davvero fare la differenza nelle vostre foto e che se siete intenzionati a fare sul serio con la fotografia vi conviene procurarvi qualche buon libro come questo oppure questo.

Modificare la luce

Controllare la luce significa, in poche parole, modificarla in modo che possa asservire al nostro scopo.

Modificare la posizione della sorgente è una delle operazioni più semplici da compiere, a patto di avere gli strumenti giusti, e si va dal cavo che permette di collegare la fotocamera al flash a qualche passo di distanza fino al trigger radio che vi consente di spaziare liberamente (senza fili che intralciano) fino a quasi 100 metri.

Per modificare la qualità della luce, invece, si usano mezzi meccanici che ne modificano in qualche modo la geometria, estendendone la superficie oppure provocando delle riflessioni. Tra gli strumenti più diffusi per modificare la qualità della luce troviamo gli 0mbrelli e le softbox (o bank / diffusori), che trasformano una luce diretta e puntiforma come il flash in una sorgente larga e morbida, molto più adatta, per esempio, alla realizzazione di un ritratto.

Infine se vogliamo cambiare il colore della luce abbiamo a disposizione una grande gamma di pellicole (in gergo dette gel) da apporre al flash per ottenere la colorazione che vogliamo, oppure possiamo sempre agire sul bilanciamento del bianco in post-processing per cambiare la tonalità fotografica.

Un fotografo abile nel controllo della luce sa come usare questi strumenti per cambiare la luce disponibile e quella artificiale a suo piacimento, e così facendo realizza la sua visione senza limiti!

Chi ha paura del flash?

A questo punto dovreste aver capito che, di fatto, non è il flash di per se a rappresentare il problema, ma un uso scorretto del flash come strumento che ci può portare a risultati scadenti. Migliorare le foto col flash quindi è possibile, a patto di studiare un po’ il funzionamento degli strumenti che modificano la luce e di migliorare le nostre conoscenze in materia di illuminazione. Solo così è possibile vincere quella paura che ci fa evitare il flash per il timore di rovinare le foto e solo con la pratica possiamo davvero imparare come fare il salto di qualità nella nostra fotografia.

Certo la materia è davvero vasta e il rischio di fare indigestione alto, per cui vi consiglio di digerire l’argomento a bocconi piccoli perchè, nonostante tutte le complicazioni, davvero ne vale la pena!

Come sempre apprezzo il vostro parere nei commenti, e grazie a tutti quelli che si sono cimentati con la lettura di questo interminabile articolo ;)

Simmessa

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  • simmessa

    Ciao,

    Guarda, forse è meglio se lasci perdere i libri sull’uso del flash, anche perchè in italiano non ne conosco nemmeno uno fatto così bene come i titoli in inglese che ho già suggerito qui sopra.

    Se vuoi un consiglio prova a partire dal gruppo strobist italiano, è un ottimo inizio!

    http://www.flickr.com/groups/strobist-ita/

    Ciao!

    S.

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